Niente rinnovo perché incinta, il Tas condanna la Lazio Women: a Maja Göthberg 64mila euro di risarcimento

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) di Losanna ha condannato la Lazio Women a risarcire la calciatrice svedese Maja Göthberg per aver interrotto il rapporto professionale dopo la scoperta della sua gravidanza. La sentenza, che rappresenta un precedente storico nel calcio femminile internazionale, riconosce per la prima volta una violazione delle norme Fifa sulla maternità da parte di un club e ha stabilito che il club biancoceleste dovrà versare alla giocatrice un indennizzo complessivo di circa 70mila euro lordi.

La vicenda e la decisione del Tas

Al centro della controversia c'è quanto accaduto nell'estate del 2024, quando Maja Göthberg, che aveva contribuito in modo determinante alla promozione della Lazio Women in Serie A nella stagione 2023-24, si trovava in trattativa per il rinnovo del contratto. Secondo quanto ricostruito dal Tribunale, le parti avevano già raggiunto un accordo sostanziale sui termini del nuovo contratto, anche se la firma definitiva non era ancora stata apposta.

La situazione è mutata quando la calciatrice, scoperta la gravidanza, ha scelto di informare il club, sebbene non fosse obbligata a farlo in quella fase della trattativa. Dopo quella comunicazione, la Lazio ha interrotto le trattative per il rinnovo. Nel corso del procedimento arbitrale, sono stati decisivi alcuni messaggi WhatsApp presentati come prove dalla giocatrice, che hanno dimostrato la consapevolezza del club riguardo alla sua gravidanza.

Risarcimenti e violazione della privacy

Il Tas ha stabilito che la Lazio Women dovrà corrispondere a Maja Göthberg 64mila euro lordi a titolo di indennizzo salariale, con decorrenza dal 7 agosto 2024, maggiorati del 5% di interessi annui. A questa somma si aggiungono 5.333 euro lordi come risarcimento per la violazione dei diritti della personalità, con interessi del 5% annuo a partire dal 21 luglio 2024.

Il Tribunale ha infatti accertato anche una violazione della riservatezza da parte del club: la gravidanza della calciatrice sarebbe stata comunicata ad altre persone, le compagne di squadra, senza il suo consenso. Un aspetto che ha contribuito in modo determinante al riconoscimento del danno alla sua sfera personale.

La replica della Lazio e la posizione del club

In una nota ufficiale, la S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. ha preso atto della decisione del Tribunale Arbitrale dello Sport e ha dichiarato di rispettarla integralmente, pur evidenziando la "particolarità e complessità della vicenda". Il club ha sottolineato che il Collegio Arbitrale ha riconosciuto la natura eccezionale del caso, caratterizzato da una serie di circostanze oggettive che lo distinguono dalle ordinarie controversie in materia contrattuale.

La società ha poi rilevato che il Tas non ha applicato le ulteriori sanzioni previste dal Regolamento Fifa per i casi di risoluzione del rapporto legati alla maternità, riconoscendo l'assenza di malafede e rilevando come il club abbia operato sulla base di una valutazione giuridica poi ritenuta non corretta.

Secondo la ricostruzione fornita dalla Lazio, il rapporto tra le parti è stato gestito esclusivamente attraverso l'intermediazione dell'agente della calciatrice e il club non ha mai ricevuto una comunicazione diretta da parte della giocatrice prima dell'avvio del contenzioso.

Le parole di Göthberg e il precedente Fifpro

Dopo la sentenza, la centrocampista svedese ha sottolineato che la sua battaglia non è mai stata solo una questione sportiva: "Non si è mai trattato solo di calcio: si trattava di essere trattata con equità e rispetto in un momento importante della mia vita". Göthberg ha espresso l'auspicio che questo caso possa contribuire a creare un ambiente più sicuro per tutte le giocatrici che desiderano conciliare una carriera sportiva con la possibilità di costruire una famiglia.

La direttrice legale di Fifpro, Alexandra Gomez Bruinewoud, ha commentato il verdetto sottolineando che il caso dimostra come i regolamenti Fifa sulla maternità non siano solo parole scritte sulla carta, ma offrano una protezione reale alle calciatrici. Il sindacato mondiale dei calciatori, che ha sostenuto la battaglia legale di Maja Göthberg, ha evidenziato che i club non possono semplicemente interrompere un rapporto lavorativo, anche se non formalizzato in modo completo, una volta che vengono a sapere che una giocatrice è incinta.

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