Lazio Women condannata dal Tas per il mancato rinnovo a Maja Göthberg: risarcimento da 64mila euro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Tribunale Arbitrale dello Sport, con sede a Losanna, ha emesso una pronuncia che segna un precedente destinato a pesare sulle dinamiche contrattuali del calcio femminile, condannando la Lazio Women al risarcimento della calciatrice svedese Maja Eva Johanna Göthberg. La decisione, accolta con favore dalla Fifpro, il sindacato mondiale dei calciatori, ha stabilito che il club di Claudio Lotito debba corrispondere alla giocatrice un indennizzo salariale di 64.000 euro lordi, oltre a interessi annui del 5% calcolati a decorrere dal 7 agosto 2024, e una somma aggiuntiva di 5.333 euro per la violazione dei diritti della personalità. Il tutto per un caso che ruota attorno alla scelta di non procedere con il rinnovo contrattuale in conseguenza dello stato di gravidanza della terzino scandinavo.

Il contesto della vicenda e l’approdo a Roma

Maja Göthberg, dopo aver militato nelle file del KuPS in Finlandia, era approdata nella capitale italiana nel settembre del 2023 per indossare la maglia della Lazio Women, con la prospettiva di ritagliarsi un ruolo importante nella retroguardia biancoceleste. Il suo percorso nella squadra romana, tuttavia, si è presto interrotto in circostanze che il giudizio arbitrale ha ritenuto discriminatorie, ravvisando un nesso causale diretto tra la fine del rapporto lavorativo e la gravidanza della calciatrice.

La società di Formello, dal canto suo, ha sempre sostenuto la natura eccezionale e complessa della vicenda, come si evince dal comunicato ufficiale diffuso in seguito alla notizia della condanna, nel quale si afferma che il Collegio Arbitrale avrebbe riconosciuto circostanze oggettive tali da distinguere il caso dalle ordinarie controversie in materia contrattuale.

I dettagli della sentenza e il risarcimento per i diritti della personalità

La sentenza del Tas si inserisce in un quadro giuridico ancora poco esplorato per quanto riguarda la tutela della maternità nel calcio professionistico, tanto che si tratta della prima volta che l'organismo si esprime specificamente sulla risoluzione di un accordo a causa di una gravidanza. Oltre alla cifra principale di 64.000 euro, che copre il mancato guadagno salariale, il club è stato condannato a versare ulteriori 5.333 euro lordi, una posta che il tribunale ha voluto destinare a titolo di risarcimento per la violazione dei diritti della personalità della giocatrice svedese.

Questa doppia voce del risarcimento sottolinea come l'organo giudicante abbia voluto non solo riparare il danno patrimoniale, ma anche sanzionare un comportamento lesivo della dignità professionale e personale dell'atleta, un aspetto che potrebbe fare da monito per l'intero movimento.

La posizione della Lazio e le ripercussioni sul calcio femminile

La S.S. Lazio Women 2015 A.R.L., pur annunciando di prendere atto della decisione e di rispettarla integralmente, ha tuttavia voluto sottolineare in una nota ufficiale la complessità e la particolarità del caso, quasi a voler circoscrivere la portata del precedente. Nella sostanza, però, il club è stato chiamato a rispondere economicamente per una scelta che il Tas ha giudicato illegittima, accogliendo le ragioni della calciatrice assistita dal sindacato mondiale.

La vicenda, al di là degli aspetti economici, apre una riflessione profonda sulle tutele effettive di cui godono le calciatrici, spesso alle prese con contratti di durata limitata e con una minore forza contrattuale rispetto ai colleghi maschi, e la condanna di Losanna potrebbe ora costituire un argine prezioso contro pratiche che penalizzano le atlete in un momento delicato della loro vita personale e professionale.

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