Trump e Anthropic, lo scontro sui modelli Ai si sposta sul terreno del controllo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il braccio di ferro tra l'amministrazione Trump e Anthropic, la società dietro il noto modello Claude, ha segnato un punto di svolta con il temporaneo stop ai modelli Claude Fable 5 e Mythos 5, imposto per motivi di sicurezza nazionale. La decisione, che ha portato al ritorno online dei modelli dopo le verifiche, ha però aperto una nuova fase nel confronto tra Stati Uniti e Cina sul controllo delle tecnologie più avanzate. La partita dell’intelligenza artificiale, insomma, non si gioca più solo sull’innovazione ma sempre di più su chi e come può accedere a questi strumenti.

La direttiva della Casa Bianca e le ragioni della sospensione

A innescare la crisi è stata una direttiva dell'amministrazione Trump che ordinava ad Anthropic di sospendere l'accesso ai suoi modelli più potenti per i cittadini stranieri, un provvedimento giustificato con ragioni di "sicurezza nazionale". Secondo quanto riportato da Semafor, la mossa sarebbe stata motivata dal sospetto che un gruppo legato alla Cina fosse riuscito ad accedere alle capacità di Claude Mythos e della sua versione consumer, Fable 5.

La Casa Bianca temeva che Pechino potesse sfruttare il modello per fare "ingegneria inversa" e, attraverso un processo di distillazione, copiarne le avanzate capacità in materia di cybersecurity. Un timore, quest'ultimo, che ha spinto il governo americano a intervenire in modo deciso.

Lo stesso David Sacks, consigliere per l'intelligenza artificiale del presidente Trump, ha fatto riferimento a un caso di "jailbreak", ovvero un metodo per eludere le misure di sicurezza del modello, scoperto da un partner fidato che stava testando Fable 5. Anthropic ha sempre negato la gravità di questa vulnerabilità, sostenendo che nessun fornitore di modelli può garantire una resistenza perfetta a questi attacchi, ma la segnalazione ha comunque convinto l'amministrazione a procedere con le restrizioni.

Un ruolo chiave in questa vicenda lo avrebbe avuto anche Amazon, che ha segnalato alla Casa Bianca le proprie preoccupazioni riguardo ai modelli di Anthropic, distribuiti anche tramite il suo cloud AWS.

Anthropic chiude le falle e accusa Alibaba di "distillazione"

In parallelo allo scontro con la Casa Bianca, Anthropic ha intensificato le proprie misure per chiudere le falle che permettevano alle aziende cinesi di aggirare le restrizioni e utilizzare i suoi modelli. Secondo il Financial Times, società come Ant Group, controllata da Alibaba, e ByteDance, proprietaria di TikTok, avrebbero trovato il modo di accedere a strumenti come Claude Code tramite fornitori cloud e filiali estere, in alcuni casi utilizzando account aziendali collegati a entità con sede a Singapore.

Queste pratiche, pur non violando le leggi, vanno contro i termini di servizio di Anthropic, che vieta espressamente alle aziende cinesi di utilizzare i propri modelli. La società ha dichiarato di essere l'unica tra le big dell'IA a bloccare le vendite alle aziende controllate da Pechino, incluse le filiali registrate fuori dal Paese.

Ma il fronte si è allargato. Poche settimane dopo, Anthropic ha inviato una lettera al Senato americano in cui accusa Alibaba di aver condotto "il più grande attacco di distillazione noto" ai suoi danni. Secondo la denuncia, il team Qwen del colosso cinese avrebbe utilizzato circa 25.000 account falsi per interagire con Claude quasi 29 milioni di volte tra aprile e giugno, con l'obiettivo di estrarne le capacità per addestrare i propri modelli a costi irrisori.

Anthropic ha definito l'operazione una "distillazione avversaria" su scala industriale, un furto sistematico e illegale delle capacità dell'IA americana, chiedendo al governo Trump misure più severe per contrastare queste pratiche.

La controffensiva di Alibaba: il ban dei prodotti Anthropic

La risposta di Alibaba non si è fatta attendere e ha assunto i toni di una vera e propria controffensiva. L'azienda cinese ha annunciato il divieto per tutti i propri dipendenti di utilizzare i prodotti Anthropic, a partire dal 10 luglio. La misura, che riguarda modelli come Claude e lo strumento di programmazione Claude Code, è stata motivata da due ragioni principali: da un lato, una "reazione" alle accuse di Anthropic, dall'altro, la valutazione che gli strumenti dell'azienda americana potrebbero presentare rischi per la sicurezza, essendo potenzialmente dotati di "backdoor".

Alibaba ha inserito Claude Code nella lista dei software ad alto rischio e ha ordinato ai dipendenti di disinstallare tutti i modelli e agenti Anthropic, indirizzandoli verso l'uso della propria piattaforma interna Qoder.

La mossa di Alibaba arriva in un contesto di crescente tensione e segue le rivelazioni su alcune funzionalità di Claude Code, che includono meccanismi per verificare l'ambiente dell'utente, come il fuso orario e l'uso di proxy, e per inserire marcatori nascosti nelle richieste inviate ai server Anthropic, al fine di prevenire abusi e proteggere i modelli dalla distillazione.

L'escalation tra le due aziende dimostra come la competizione tecnologica si stia trasformando in una guerra per il controllo dell'accesso ai modelli, con ricadute significative sulle strategie aziendali e sui rapporti diplomatici tra i due Paesi.

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