Guerra e Natale, le immagini del 2025 tra Gaza e il Donetsk
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Mentre gran parte del mondo celebrava il Natale, due conflitti distanti ma ugualmente devastanti, quelli in Ucraina e nella Striscia di Gaza, continuavano a travolgere le vite di chi vi è coinvolto, offrendo scenari di una quotidianità stravolta. Nella tenda del campo di Al-Shati, nel nord di Gaza, Amal Matar, una donna di 65 anni, sedeva al centro del suo nucleo familiare per consumare un pasto, un'immagine di resistenza quotidiana che, pur nella sua apparente normalità, racconta di un popolo costretto a vivere tra le macerie. Dall'altra parte, nelle trincee della regione di Donetsk, il cappellano militare Mykola intonava un canto natalizio per i soldati della 33esima brigata meccanizzata, una scena di profonda umanità inserita in un paesaggio segnato dalla guerra, come mostrano le foto diffuse dalla brigata stessa che lo ritraggono anche mentre esce da una piroga, un riparo scavato nella terra.
L'offensiva dei droni e la risposta russa
La notte tra il 25 e il 26 dicembre, tuttavia, non è stata di tregua ma di un intenso confronto aereo, con Mosca che ha annunciato l'intercettazione e la distruzione di 77 droni ucraini lanciati, a suo dire, contro il proprio territorio. Il ministero della Difesa russo, citato dall'agenzia Tass, ha fornito un dettagliato resoconto geografico dell'azione, indicando che la maggior parte dei velivoli senza pilota è stata abbattuta sopra le regioni di Volgograd e Rostov, mentre altri sono stati intercettati sopra aree come Kaluga, la Crimea annessa, la regione di Mosca e le acque del Mar Nero e del Mar d'Azov, un dato che testimonia la vastità geografica della minaccia percepita dal Cremlino.
Attacchi sul fronte ucraino e le dichiarazioni politiche
Parallelamente, le forze russe hanno portato avanti offensive sul terreno ucraino, colpendo nel giorno di Natale un mercato nella città di Kherson e un edificio residenziale a Chernihiv. In quest'ultimo caso, un drone ha centrato un palazzo di cinque piani, causando la morte di un'ottantenne e il ferimento di altre sei persone, tre delle quali in condizioni gravi, come riportato dalle autorità locali. Sul piano politico, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di nuove idee per avvicinarsi a una "vera pace", mentre dalla Russia è arrivata la dichiarazione, per voce dei suoi funzionari, di una disponibilità a firmare un patto di non aggressione con la Nato e l'Unione Europea, un'affermazione che si inserisce in un quadro diplomatico complesso e sfaccettato.
Il contesto internazionale e le sofferenze civili
Questi eventi si svolgono in un momento in cui la scena globale vede Donald Trump nuovamente alla guida degli Stati Uniti, una variabile che influenzerà senza dubbio gli equilibri geopolitici. L'attenzione, tuttavia, rimane focalizzata sul costo umano dei conflitti, che emerge costantemente dai racconti delle vittime civili, come quelli da Chernihiv, e dalle immagini di vita sospesa, sia nelle tende di Gaza sia nelle postazioni al fronte del Donetsk, dove il bisogno di spiritualità e normalità cerca di resistere alla brutalità della guerra.




