Guerra in Ucraina, danni a centrali termiche nel Donetsk e l'accordo per i Rafale
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Redazione Esteri
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Mentre il conflitto in Ucraina, che ha ormai superato la soglia dei 1.300 giorni, prosegue senza soste, un attacco con droni ha colpito in profondità due centrali termoelettriche nella regione del Donetsk, un episodio che le autorità locali filorusse hanno definito "senza precedenti" per la sua portata. A rendere noti i danni alle strutture di Zuyevka e Starobeshevo è stato, attraverso il suo canale Telegram, il capo dell'amministrazione della Repubblica Popolare di Donetsk, il quale ha sottolineato la gravità dell'incursione per l'intero sistema energetico di un'area già fortemente provata. Sul fronte opposto, la città di Dnipro è stata nuovamente oggetto di un bombardamento massiccio condotto con droni suicidi, un'offensiva che si inserisce in un più ampio contesto di pressione militare russa sul fronte orientale, dove gli scontri si intensificano in una fase considerata cruciale.
L'accordo franco-ucraino per la difesa
Parallelamente alle operazioni sul campo, si muovono le diplomazie e gli stati maggiori. Da Parigi, dove si è recato per un incontro bilaterale, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato con il suo omologo francese Emmanuel Macron una lettera di intenti di notevole rilevanza strategica. Il documento, che per il momento non costituisce un ordine vincolante ma delinea una direzione precisa, prevede l'acquisizione da parte di Kiev di un numero fino a 100 caccia da combattimento Rafale, oltre a sistemi di difesa aerea e droni. Se confermato, si tratterebbe del più consistente ordine estero per il velivolo prodotto dalla Dassault Aviation, un'azienda che vanta una commessa complessiva di 533 aerei e ne ha già prodotti circa 300, sebbene altri concorrenti internazionali, come l'India con una trattativa per 114 jet, siano all'orizzonte.
Il nuovo indirizzo della Commissione europea
Sul versante comunitario, intanto, la Commissione europea si appresta a presentare un nuovo pacchetto di misure, ribattezzato "Prontezza 2030", che segna un deciso cambio di passo rispetto al precedente piano "RearmEu" annunciato solo a marzo. L'iniziativa, che verrà resa pubblica imminente, punta a riorganizzare la sicurezza continentale attraverso un concetto integrato di difesa e deterrenza, spostando l'attenzione su una sorveglianza avanzata del fianco orientale. Tra gli obiettivi concreti, che si intende raggiungere entro un arco di sei anni, vi è la realizzazione di una barriera di droni, affiancata dalla creazione di uno scudo aereo e di uno spaziale, senza tralasciare il potenziamento della mobilità militare e l'armonizzazione dei sistemi produttivi industriali degli stati membri.
La cronaca degli scontri e le reazioni
Sul terreno, la guerra continua a mietere vittime, come dimostra il bilancio di un attacco russo nella regione di Kharkiv, dove ha perso la vita una ragazza diciassettenne. Questi episodi, che si susseguono con frequenza, alimentano un clima di tensione costante, mentre le parti sembrano prepararsi per una fase del conflitto che potrebbe vedere, secondo alcune valutazioni, l'avvicinarsi di trattative. L'inasprimento degli scontri, del resto, appare funzionale a guadagnare la maggiore quantità possibile di terreno prima di eventuali tavoli di discussione, i cui contorni restano però ancora indefiniti e lontani da una concretizzazione immediata.




