Tennis, Djokovic rinuncia ad Adelaide e lascia l'associazione giocatori
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
In un duplice colpo di scena che scuote gli albori della stagione tennistica, Novak Djokovic, il numero quattro del ranking mondiale, ha annunciato in rapida successione due scelte significative che riguardano il suo presente e il suo impegno fuori dal campo. Dopo aver comunicato, non senza suscitare polemiche, la separazione dalla Professional Tennis Players Association (PTPA), organismo da lui stesso co-fondato con l'obiettivo di tutelare i diritti dei tennisti professionisti, il campione serbo ha reso noto il forfait per il torneo ATP 250 di Adelaide. La decisione di abbandonare l'associazione, motivata da una presunta mancanza di trasparenza e da divergenze sui valori fondanti, appare emblematica di un percorso spesso solitario e anticonformista, un viaggio "in direzione ostinata e contraria" che caratterizza da sempre la sua carriera.
Un forfait dettato dalla condizione fisica
Il ritiro dalla competizione australiana, in programma dal 12 gennaio, è stato annunciato dallo stesso Djokovic attraverso i social network, dove ha spiegato di "non essere ancora pronto fisicamente per competere". Una dichiarazione che arriva nonostante il recente successo nel torneo di Atene dello scorso novembre, il centounesimo Titolo ATP della sua collezione. "Personalmente è una grande delusione", ha scritto il tennista, ricordando con affetto la vittoria ottenuta ad Adelaide due anni prima, un trionfo che gli aveva lasciato la sensazione di "giocare in casa". La rinuncia gli preclude quindi la possibilità di inseguire il tris in quella manifestazione, un obiettivo che, almeno per questa edizione, è stato rimandato.
Le ombre sul futuro immediato
Questa doppia mossa, che unisce una ritirata sportiva a un passo indietro dall'impegno associativo, getta inevitabilmente delle ombre sulla preparazione del trentottenne di Belgrado per il primo Grande Slam della stagione, gli Australian Open, dove è campione in carica avendo trionfato nel 2023 e, in precedenza, nel 2007. Mentre i fan e gli addetti ai lavori si interrogano sulle reali condizioni della sua forma atletica, il gesto di lasciare la PTPA – definito da alcuni osservatori come un atto controproducente per la causa stessa dei giocatori – dimostra una volontà di discontinuità che va al di là delle semplici questioni di calendario agonistico.
Un periodo di transizione e di scelte
Le ultime ore hanno quindi delineato per Novak Djokovic un momento di transizione e di scelte nette, dove la cura del proprio si intreccia con una ridefinizione dei propri impegni extracalcistici. Se da un lato la priorità rimane la condizione fisica, necessaria per affrontare al meglio la sfida australiana, dall'altro l'abbandono del progetto associativo da lui avviato segna una frattura significativa. Rimane ora da vedere come questi due elementi, il forfait e l'addio alla PTPA, influenzeranno il suo approccio alla nuova stagione, in un contesto dove la sua figura, per talento e per storia, continua a catalizzare l'attenzione ben al di là dei confini della riga di fondo.




