Barzan, consulente del caso Paganelli, sotto inchiesta per bancarotta fraudolenta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La mattina di lunedì, gli uomini della Guardia di Finanza hanno eseguito una perquisizione – su disposizione della Procura della Repubblica di Bergamo – nell’abitazione e nello studio professionale di Davide Barzan, a Riccione. Il suo nome, negli ultimi mesi, è balzato più volte agli onori della cronaca per via del ruolo di consulente criminalista nel complesso caso dell’omicidio di Pierina Paganelli, la donna uccisa a Rimini nel 2023.

Ma questa volta, le contestazioni nei suoi confronti non hanno nulla a che vedere con quella vicenda giudiziaria; si tratta, piuttosto, di un’inchiesta che affonda le radici nel diritto societario e nei meccanismi, talvolta opachi, che regolano il dissesto finanziario di un’azienda.

Le accuse: bancarotta, truffa aggravata e autoriciclaggio

La Procura bergamasca, che coordina le indagini, ipotizza a carico di Barzan – e di un’altra persona anch’essa indagata – tre distinte fattispecie di reato: bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e autoriciclaggio. Il fulcro dell’intera vicenda è rappresentato da una società bergamasca operante nel settore della produzione di serramenti, la quale sarebbe stata ceduta e successivamente portata al fallimento.

Il buco, secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle, ammonta a un milione di euro complessivo: una somma, quest’ultima, che sarebbe stata distratta e occultata attraverso un’articolata rete di operazioni.

Perquisizioni e sequestri tra l’Italia e la Lituania

L’operazione non si è limitata al territorio nazionale. Oltre alle perquisizioni eseguite a Riccione – dove Barzan risiede e ha il proprio ufficio – i militari hanno proceduto al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 450 mila euro, somme che si trovavano tanto in Italia quanto in Lituania. Questo elemento transnazionale, come spesso accade in casi analoghi, suggerisce l’esistenza di movimenti di capitale volti a rendere più difficile la tracciabilità del denaro.

La Guardia di Finanza ha agito in stretta esecuzione del decreto emesso dall’autorità giudiziaria, concentrandosi sulla documentazione contabile e sui flussi finanziari riconducibili all’amministrazione della società fallita.

Il ruolo mediatico di Barzan e la sovrapposizione tra cronaca e inchieste economiche

Davide Barzan, va ricordato, non è solo un professionista della consulenza criminalistica; la sua immagine pubblica è legata anche ad alcune partecipazioni televisive, in particolare nella trasmissione “Le Iene”, e al suo lavoro di consulente per Manuela Bianchi – la nuora della vittima – nell’ambito del procedimento per l’omicidio Paganelli. Una sovrapposizione, quella tra notorietà mediatica e guai giudiziari, che non inficia però la sostanza dell’inchiesta bergamasca: due indagati, un fallimento sospetto e un patrimonio da oltre un quarto di milione di euro sottratto ai creditori.

Le indagini, condotte dalla Procura di Bergamo, sono ancora in fase di raccolta degli elementi probatori; i sequestri rappresentano, in questo momento, la misura cautelare reale disposta per evitare l’ulteriore dispersione delle ricchezze.

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