Rimini, omicidio Paganelli: dopo il rinvio a giudizio di Dassilva, l’inchiesta si allarga

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il "giallo" di Rimini, che da quasi un anno tiene sospesa l’attenzione non solo della città ma dell’intera cronaca nera nazionale, è tutt’altro che risolto. Anzi, il rinvio a giudizio di Louis Dassilva, deciso ieri dal gup Raffaele Deflorio, potrebbe essere solo l’inizio di un percorso giudiziario destinato a rivelare nuovi tasselli. L’uomo, accusato dell’omicidio di Pierina Paganelli – la 78enne uccisa con 29 coltellate nel garage di via del Ciclamino il 3 ottobre 2023 – dovrà affrontare il processo dinanzi alla Corte d’Assise. Ma le dichiarazioni della difesa e le riserve sollevate durante le udienze preliminari lasciano intendere che il quadro sia ancora incompleto.

Valeria Bartolucci, moglie dell’indagato, ha parlato di «testimonianze traballanti», sostenendo che non si possa costruire un’accusa così grave – con il rischio dell’ergastolo – su ricordi incerti e contraddittori. Gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, difensori di Dassilva, hanno insistito sulle «lacune investigative», mentre il gup ha respinto le eccezioni preliminari, fissando così la data per il dibattimento. Ma è chiaro che la vicenda, che ha già registrato colpi di scena e rinvii, potrebbe riservare ulteriori sviluppi.

Intanto, le indagini della procura sembrano orientarsi verso altri possibili coinvolti. Fonti vicine all’inchiesta lasciano trapelare che il caso, lungi dall’essere chiuso, stia seguendo nuove piste. I figli della vittima, attraverso i loro legali, hanno preannunciato l’arrivo di «altri nomi» nel registro degli indagati, suggerendo che il movente – ancora non del tutto chiarito – possa avere radici più profonde.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.