La Francia vola in Usa tra test di lusso e il momento no di Thuram: Maignan e Rabiot blindati, Deschamps studia il futuro
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Redazione Sport
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Non sarà una pausa per le nazionali come le altre per i vicecampioni del mondo. La Francia di Didier Deschamps, già certa del proprio biglietto per il Mondiale del 2026, si appresta a vivere una breve ma intensa tournée negli Stati Uniti, un’occasione preziosa per affinare meccanismi e valutare lo stato di forma dei suoi interpreti in vista dell’appuntamento iridato di giugno. L’agenda dei Bleus prevede due sfide di altissimo profilo: giovedì 26 marzo a Boston contro il Brasile di Carlo Ancelotti (calcio d’inizio alle 21, le 16 in Italia), e domenica 29 a Washington contro la Colombia (stesso orario locale, le 15 in Italia). Due test che, al di là del risultato, serviranno al commissario tecnico per sciogliere gli ultimi dubli di formazione.
Maignan e Rabiot, i pilastri rossoneri nella lista dei 26
A rappresentare il campionato italiano nel gruppo transalpino ci sono due colonne del Milan: il portiere Mike Maignan e il centrocampista Adrien Rabiot. Entrambi, peraltro, sono considerati due dei giocatori più in forma della stagione rossonera, nonché presenze fisse nelle scelte del selezionatore. La loro convocazione conferma la fiducia riposta in loro in vista del grande appuntamento estivo. La lista diramata da Deschamps conta 26 elementi, una selezione che alterna ritorni importanti ad alcune esclusioni eccellenti, con l’obiettivo di testare soluzioni alternative in vista del grande appuntamento. I due match americani, va ricordato, rappresentano un banco di prova non solo per i titolari, ma anche per chi punta a ritagliarsi uno spazio in extremis.
L’ombra lunga sul “Tikus”: Thuram e il momento più duro all’Inter
C’è però un’ombra che si allunga sul fronte offensivo, e riguarda uno dei punti fermi del progetto di Deschamps. Marcus Thuram, l’attaccante dell’Inter che i tifosi francesi hanno imparato a chiamare “Tikus”, sta attraversando il periodo più complicato da quando è approdato in Italia. Il dato che salta agli occhi è il digiuno che ormai dura da otto partite, un’astinenza che per un attaccante della sua caratura inizia a pesare. Ma ciò che preoccupa maggiormente, al di là della mancanza di gol, è il rendimento complessivo: nelle ultime uscite, Thuram è apparso svuotato, privo di quella cattiveria agonistica e di quelle energie che avevano caratterizzato i primi ventiquattro mesi trascorsi all’Inter, periodo in cui aveva mostrato tutto il suo strapotere fisico e la sua capacità di essere un punto di riferimento per la squadra di Simone Inzaghi.
Il quotidiano francese L’Equipe, in un’analisi sullo stato di forma dei giocatori in vista del Mondiale, non ha mancato di sottolineare questo momento di scarsa efficacia. Una crisi temporanea, quella del figlio d’arte, che però arriva in un momento delicato: quello delle scelte finali. Deschamps, che ha sempre puntato su di lui, si trova ora a dover valutare se questa flessione sia solo un incidente di percorso o un segnale più profondo. L’amichevole contro il Brasile, in particolare, rappresenta un palcoscenico impietoso dove ogni singolo movimento viene analizzato. Per Thuram, la trasferta americana assume quindi i contorni di un appello decisivo: per tenersi stretto il posto per la spedizione iridata, servirà una scossa, un ritorno a essere quel “Tikus” che aveva fatto innamorare i tifosi nerazzurri e il ct francese.
Maignan e Rabiot partono dunque con la certezza del proprio status, forti di una stagione solida e di un’autorevolezza cresciuta anche nello spogliatoio. Per Thuram, invece, i prossimi dieci giorni oltreoceano saranno un banco di prova esistenziale: dimostrare di non essere ancora “spento”, di avere le risorse mentali per reagire a questo periodo nero, perché il Mondiale è alle porte e la concorrenza per un posto tra i 23, o meglio tra i 26, non aspetta.




