Francia, Deschamps boccia la Juve: fuori Thuram e Kalulu. “Io ct dell’Italia? Perché no”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Didier Deschamps, che pure ha appena consegnato alla Federazione francese la lista dei 26 pre-convocati per il Mondiale 2026 in programma tra Canada, Messico e Stati Uniti dall’11 giugno al 19 luglio, ha riservato qualche sorpresa – non certo gradita a Torino – per quanto riguarda i calciatori di club italiani. Il commissario tecnico dei Blues, al suo ultimo torneo prima del passaggio di consegne con Zinedine Zidane, ha escluso dalla spedizione nordamericana due pezzi pregiati della Juventus: Pierre Kalulu e Khéphren Thuram. Entrambi, nonostante un discreto minutaggio raccolto in questa stagione, non hanno convinto l’ex centrocampista campione del mondo, che ha preferito blindare altri profili ritenuti più funzionali al suo sistema di gioco.

Maignan e Rabiot blindati, Koné e Thuram (quello dell’Inter) sì, i due bianconeri no

Nell’elenco diffuso attraverso i canali social della nazionale transalpina figurano invece due rossoneri: Mike Maignan, il portiere del Milan ormai stabilmente nel giro dei titolari, e Adrien Rabiot, il centrocampista tornato a vestire la maglia rossonera dopo l’addio alla Juventus. C’è spazio anche per Manu Koné, il centrocampista della Roma che ha trovato continuità in giallorosso, e per Marcus Thuram – fratello di Khéphren, va ricordato – quest’ultimo punta dell’Inter e ormai punto di riferimento dell’attacco francese. La scelta di Deschamps, maturata dopo lunghe valutazioni sullo staff tecnico, ha quindi premiato i profili più esperti o comunque maggiormente integrati nei meccanismi della nazionale, lasciando a casa due giocatori su cui la Juventus aveva invece riposto fiducia in chiave presente e futura.

L’autocandidatura alla panchina azzurra: “Non mi vieto nulla”

A margine dell’annuncio, e quasi a sorprendere gli stessi cronisti presenti, Deschamps ha aperto uno scenario inatteso: l’eventuale successione sulla panchina dell’Italia, ancora vacante dopo le ultime turbolenze federali. “Allenare l’Italia? Perché no – ha dichiarato il tecnico, con quella sua consueta schiettezza che non ama i giri di parole – non mi vieto nulla”. Una frase, quella pronunciata a telecamere già accese, che pesa come un macigno nel dibattito interno al calcio italiano. Per carità, il presente di Deschamps resta ancorato all’impegno mondiale con la Francia, e la successione a Zidane è già stata scritta nei patti con la federazione d’oltralpe. Ma l’idea di vedere un campione del mondo 1998, nonché ex juventino e milanista, sedersi sulla panchina azzurra dopo aver condotto la Francia alla vittoria del Mondiale 2018, è un’ipotesi che non può essere liquidata come semplice boutade estiva.

L’attesa per il torneo e i convocati “italiani” nella lista

I Mondiali 2026, lo ricordiamo, scatteranno tra poco più di tre settimane, e la Francia parte tra le favorite insieme a Brasile e Argentina. Nella lista dei prescelti figurano dunque due calciatori del campionato italiano (Maignan e Rabiot), più Koné della Roma e Marcus Thuram dell’Inter. Un poker di “italiani” che però non ha salvato i due bianconeri, Kalulu e Khéphren Thuram, rimasti fuori nonostante le aspettative della dirigenza juventina. Del resto, Deschamps ha sempre governato le sue convocazioni con un mix di fedeltà ai vecchi guerrieri e aperture selettive verso i nuovi arrivati; e stavolta, per i due della Juve, non c’è stato spazio. Restano da vedere le reazioni negli spogliatoi di Torino, ma il tecnico francese – adesso anche auto-candidato per l’avventura azzurra – sembra già proiettato verso il futuro, senza rimpianti per le esclusioni appena ufficializzate.

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