Isabella Di Mattia: "Mi sono difesa". Fermo per omicidio a Civitanova, domani la convalida

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Macerata ha formalizzato il fermo per omicidio volontario nei confronti di Isabella Di Mattia, la 33enne originaria della provincia di Teramo accusata di aver ucciso il compagno Marco Pennesi, 62 anni, all'interno della mansarda di viale Matteotti a Civitanova Marche. Il delitto risale al tardo pomeriggio di mercoledì 1 luglio, quando la lite tra i due è culminata in un violento epilogo.

Nel corso dell'interrogatorio di fronte al sostituto procuratore Enrico Riccioni, durato circa due ore, la donna ha dichiarato di aver agito per difendersi da un'aggressione, gettando così una luce diversa, ma ancora tutta da verificare, sulle dinamiche di quella serata.

La ricostruzione e l'arma del delitto

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, al termine dell'ennesimo alterco la Di Mattia avrebbe utilizzato un coltello a serramanico di circa 17 centimetri, che gli agenti hanno poi trovato all'interno della sua borsetta, ancora macchiato di sangue. L'arma è ora al centro delle analisi forensi e rappresenta l'elemento materiale più consistente a carico della 33enne, la quale ha comunque ribadito la propria versione difensiva, sostenendo che quel gesto sia stato l'estremo tentativo di fermare la violenza del compagno.

Le tracce ematiche rinvenute sulle scale della palazzina, documentate anche da filmati, contribuiscono a delineare una scena del crimine complessa, sulla quale la procura sta cercando di fare piena chiarezza.

Domani la convalida e l'autopsia

L'udienza di convalida del fermo si terrà domani presso il tribunale di Macerata, mentre nelle ore successive la procura disporrà l'autopsia sul corpo della vittima. L'esame autoptico sarà determinante per stabilire con esattezza il numero e la profondità dei fendenti, nonché per verificare la compatibilità delle ferite con la ricostruzione fornita dalla indagata.

La difesa della donna, che al momento non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, si prepara a sostenere la tesi della legittima difesa, anche se il quadro indiziario resta gravato dalla flagranza del ritrovamento e dalla presenza dell'arma occultata subito dopo l'accaduto.

Il ricordo di Marco Pennesi nel quartiere

Marco Pennesi, conosciuto da tutti come "Marcozzi", era una figura familiare nel quartiere di viale Matteotti, un tratto di lungomare tra i più animati di Civitanova. I residenti e i commercianti della zona lo ricordano come un uomo senza apparenti nemici, solito spostarsi in bicicletta o a piedi tra i negozi e gli chalet della riviera. Ippolito Conti, storico negoziante e vicino di casa, ha confermato la notorietà della vittima, descrivendo un rapporto di stima reciproca con la comunità locale.

La dinamica passionale, aggravata dalla relazione sentimentale tra i due, è al centro dell'imputazione di omicidio volontario, circostanza che il gip dovrà valutare in sede di convalida per decidere se mantenere o meno la misura cautelare.

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