Omicidio a Civitanova, fermata la compagna della vittima: «Mi sono difesa»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un delitto consumato tra le mura domestiche, un litigio degenerato fino a trasformarsi in tragedia, e una donna che ora si trova dietro le sbarre con l’accusa di aver ucciso il proprio compagno. La Polizia di Stato ha eseguito il fermo di indiziato di delitto nei confronti di Isabella Di Mattia, trentaquattrenne originaria del Teramano, ritenuta responsabile dell'omicidio di Marco Pennesi, sessantaduenne civitanovese, avvenuto nella serata di ieri a Civitanova Marche, in provincia di Macerata.

La donna è stata trasferita nel carcere di Villa Fastiggi, a Pesaro, dove rimarrà a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa degli sviluppi dell'inchiesta.

La dinamica del litigio e il ritrovamento del corpo

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, l'omicidio sarebbe maturato al culmine di un violento alterco tra i due conviventi, un confronto che avrebbe avuto esiti drammatici. Alcuni condomini dello stabile, intorno alle 18:35 di ieri, avevano udito grida e rumori provenire dall'appartamento della coppia, e quei suoni, concitati e preoccupanti, avevano subito destato allarme. Poco dopo, il cugino della vittima, entrato nell'abitazione, ha fatto la macabra scoperta: il corpo di Marco Pennesi giaceva in una pozza di sangue, con evidenti segni di violenza.

L'uomo presentava una profonda ferita da taglio a un braccio e diverse lesioni alla testa, inferte presumibilmente con un oggetto contundente, e per i soccorsi non c'era ormai più nulla da fare.

Le indagini e le dichiarazioni della donna

Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche, intervenuti sul posto, hanno immediatamente avviato le indagini, concentrando l'attenzione sulla compagna della vittima, l'unica persona che, al momento del delitto, risultava presente nell'appartamento. Sottoposta a un lungo interrogatorio, la trentaquattrenne ha fornito la propria versione dei fatti, sostenendo di aver agito per difendersi da un'aggressione. «Mi sono difesa», avrebbe dichiarato la donna agli investigatori, tentando di giustificare la violenza con cui ha colpito il compagno.

Tuttavia, gli elementi raccolti dalla Polizia Scientifica e le incongruenze emerse nel corso del racconto hanno portato gli inquirenti a ritenere fondata l'ipotesi accusatoria, portando al fermo per omicidio.

La testimonianza del vicino di casa

A contribuire al quadro investigativo sono state anche le dichiarazioni di un vicino di casa, che ha raccontato i momenti di apprensione vissuti dalla propria famiglia. L'uomo ha riferito all'Ansa di aver notato del sangue sulle scale del palazzo, una scena che aveva spaventato sua moglie e sua figlia. Preoccupato, aveva quindi contattato telefonicamente la compagna di Pennesi, la quale lo aveva però rassicurato: «È andato in ospedale, ora è tutto ok», avrebbe detto la donna, cercando in quel frangente di minimizzare quanto accaduto.

Una versione, quella fornita al vicino, che si è poi rivelata drammaticamente falsa, visto che il corpo di Pennesi era ancora nell'appartamento e i soccorsi non erano stati nemmeno allertati.

L'arresto e il trasferimento in carcere

All'esito degli accertamenti e dell'interrogatorio, la Procura ha quindi disposto il fermo per Isabella Di Mattia, che nella serata di ieri è stata accompagnata nel carcere pesarese di Villa Fastiggi. La donna, che deve ora rispondere dell'accusa di omicidio volontario, verrà ascoltata nei prossimi giorni dal giudice per la convalida del provvedimento restrittivo.

L'inchiesta, coordinata dalla magistratura, prosegue con l'obiettivo di ricostruire con esattezza i minuti finali della vita di Marco Pennesi e di chiarire le reali dinamiche che hanno portato a un epilogo così cruento, in attesa che gli esami autoptici possano fornire ulteriori dettagli sulle cause e sulle modalità del decesso.

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