Mastantuono si presenta: "Giorno speciale, ho scelto la Fiorentina per la sua storia"
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Redazione Sport
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È stato accolto da circa seicento tifosi all'aeroporto di Firenze, e già quella calca attorno al suo arrivo raccontava di un'operazione che andava oltre il semplice trasferimento di mercato. Franco Mastantuono, classe 2007, è ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina: il club viola ha annunciato l'acquisto a titolo temporaneo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore argentino, in prestito per una stagione dal Real Madrid fino al 30 giugno 2027.
La prima intervista rilasciata ai canali ufficiali della società ha restituito l'immagine di un ragazzo che, nonostante la giovanissima età, ha le idee chiare sul proprio futuro e sul perché abbia scelto proprio Firenze come tappa per la sua maturazione. "È stato un giorno molto speciale per me", ha esordito Mastantuono, visibilmente emozionato ma al contempo determinato; "avevo davvero molta voglia di venire qua e mi sta piacendo molto. Ho scelto la Fiorentina perché è una squadra con molta storia ed ero davvero entusiasta di poter giocare per un club così importante".
Un talento da 63 milioni in cerca di rilancio in Serie A
L'operazione che ha portato il giovane fantasista sotto la Madonnina viola nasce dalla necessità di trovare minutaggio dopo una prima stagione complicata in Spagna. Il Real Madrid, che lo aveva acquistato dal River Plate nell'estate del 2025 per una cifra complessiva che ha raggiunto i 63,2 milioni di euro, ha deciso di concedergli un anno di rodaggio nel campionato italiano per permettergli di accumulare esperienza e continuità.
Nella scorsa annata, Mastantuono ha collezionato 35 presenze tra campionato, Champions League e coppe, ma solo 17 da titolare, per un totale di 1.484 minuti giocati e tre reti messe a segno. Un bottino che, per un talento definito all'unanimità come uno dei prospetti più brillanti della sua generazione, è apparso al di sotto delle aspettative.
La concorrenza spietata al Bernabéu, acuita dagli arrivi di giocatori del calibro di Bernardo Silva e Yan Diomande, ha convinto il club spagnolo e l'entourage del ragazzo a cercare una soluzione che gli garantisse più spazio, e la Fiorentina si è fatta avanti con un progetto tecnico che ha convinto tutte le parti in causa. Si tratta di un prestito secco, senza diritto di riscatto a favore del club toscano, a testimonianza della fiducia che il Real Madrid ripone ancora nel suo giovane gioiello.
L'impatto con Firenze e le prime impressioni di Grosso
Ad accoglierlo in città ha trovato un ambiente entusiasta e un allenatore, Fabio Grosso, che rappresenta uno dei volti nuovi del progetto avviato dalla dirigenza viola. L'ex campione del mondo, chiamato a guidare la squadra dopo una stagione chiusa al quindicesimo posto in classifica, ha già avuto modo di parlare con il neoacquisto, trasmettendogli quella fiducia che forse in Spagna gli era mancata. "Mi ha accolto nel modo migliore", ha raccontato Mastantuono riferendosi al tecnico; "spero di potermi allenare presto per giocare e lottare per i nostri obiettivi".
Per Grosso, che ha firmato un contratto biennale con opzione fino al 2028, la capacità di valorizzare i giovani e dare un'identità chiara alla squadra è una delle chiavi del suo lavoro, e in Mastantuono vede probabilmente l'uomo giusto per cucire il gioco tra centrocampo e attacco. La società, dal canto suo, ha voluto sottolineare l'importanza dell'arrivo di un giocatore di prospettiva come lui, consapevole che la Serie A rappresenta il banco di prova ideale per trasformare un talento cristallino in un calciatore completo.
Un predestinato dal River al tetto del mondo
Il percorso di Franco Mastantuono, nato ad Azul il 14 agosto 2007, è stato una parabola ascendente fin dagli esordi. Cresciuto nelle giovanili del River Plate, ha esordito in prima squadra a soli 16 anni, bruciando tutte le tappe del vivaio e diventando il più giovane giocatore a vestire la maglia della nazionale maggiore argentina, un record che pochi dimenticheranno.
Le sue caratteristiche tecniche sono quelle che hanno fatto innamorare gli osservatori di mezzo mondo: mancino naturale, predilige partire dalla corsia di destra per accentrarsi sul piede forte, ma la sua versatilità tattica gli permette di agire come trequartista classico o come esterno offensivo in un tridente. Un dribbling elegante e una visione di gioco fuori dal comune gli consentono di vedere linee di passaggio non banali, mentre la personalità mostrata nonostante l'età lo ha già portato a indossare la maglia dell'Albiceleste in quattro occasioni.
L'entusiasmo dei tifosi viola, che lo hanno accolto con calore non appena messo piede in città, è la spia di un'attesa spasmodica per vederlo all'opera sul prato del Franchi. Ora la parola passa al campo.
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