La Lituania chiude i confini con la Bielorussia, la Nato garantisce il suo sostegno
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Redazione Esteri
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Decine di palloni aerostatici, partiti dal territorio bielorusso, hanno più volte violato lo spazio aereo della Lituania, costringendo alla chiusura ripetuta dell'aeroporto di Vilnius e obbligando le autorità a intervenire temporaneamente sui valichi di frontiera. La premier lituana Inga Ruginienė, dopo un incontro del Consiglio di sicurezza nazionale, ha annunciato la decisione di chiudere tutti i confini con la Bielorussia, una misura che rimarrà in vigore fino alla fine del mese. La Ruginienė, assieme alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ha definito questi episodi come veri e propri attacchi ‘ibridi’, una definizione che racchiude azioni al di sotto della soglia del conflitto armato convenzionale ma dall’indubbia carica destabilizzante.
La strategia dei palloni e la guerra ibrida
Quella dei palloni, una tecnica già impiegata per il contrabbando di tabacco, viene ora interpretata da Vilnius come uno strumento di sabotaggio voluto dal regime di Aleksandr Lukashenko. Le incursioni, che si moltiplicano in una fase di tensione militare già acuita dal conflitto in Ucraina, non possono essere liquidate come semplici incidenti, assumendo piuttosto il carattere di una provocazione calcolata. Il governo lituano, di conseguenza, ha autorizzato le proprie forze ad abbattere i velivoli, segnando un inasprimento delle misure difensive in risposta a quelle che vengono percepite come minacce ibride e persistenti.
Le garanzie della Nato e il dispiegamento alleato
A seguito di questi eventi, il segretario generale della Nato Mark Rutte è intervenuto pubblicamente, dopo un colloquio con il Presidente lituano Gitanas Nauseda, per ribadire il supporto incondizionato dell'Alleanza. "La Nato è fermamente al fianco della Lituania", ha scritto Rutte sul social network X, sottolineando come il sostegno si concretizzi attraverso il controllo dello spazio aereo assicurato da Spagna e Ungheria, oltre che con la presenza di forze guidate dalla Germania. Queste parole e le misure operative che le accompagnano rappresentano una chiara risposta di deterrenza, volta a dissuadere ulteriori azioni che possano mettere alla prova la sicurezza collettiva e i confini orientali dell'area di influenza atlantica.
Il contesto regionale e le ombre della destabilizzazione
La situazione lungo il confine lituano-bielorusso si inserisce in un quadro geopolitico più ampio, dove l'uso di palloni e droni segna una nuova, insidiosa, frontiera della cosiddetta guerra ibrida. Questi strumenti, relativamente poco costosi e di difficile attribuzione immediata, permettono di sondare le difese nemiche e di creare disagi significativi, come le interruzioni del traffico aereo, senza un confronto militare diretto. Le autorità di Vilnius, che qualcuno considera in prima linea nello scontro tra Occidente e Mosca, interpretano queste mosse come tentativi deliberati di minare la stabilità nazionale e di testare la coesione e la prontezza di risposta della Nato stessa.




