Palloni, droni e frontiere: la guerra ibrida ai confini della Lituania
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Redazione Esteri
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Il governo lituano, presieduto da Inga Ruginiene, ha annunciato l’intenzione di abbattere i palloni aerostatici che, provenienti dalla Bielorussia, violano con insistenza il proprio spazio aereo, una decisione maturata nel corso di una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale e accompagnata dalla chiusura dell’intero confine con il paese vicino. Queste incursioni, che in un primo momento avevano fatto temere un’operazione di spionaggio riconducibile a Putin e ai suoi alleati, hanno mostrato in seguito un volto diverso, sebbene ugualmente destabilizzante, legato al contrabbando di sigarette. La ripetuta intrusione di questi oggetti, i quali hanno costretto più volte alla sospensione delle operazioni nell’aeroporto di Vilnius – con inevitabili disagi per la mobilità – e alla chiusura temporanea dei valichi di frontiera, viene percepita come una violazione della sovranità nazionale, un elemento, questo, che ha spinto verso una risposta più dura e definitiva.
Il contrabbando che mina la sicurezza aerea
Quella che potrebbe apparire come una semplice questione di ordine pubblico, relativa al mercato nero di tabacco, assume invece i contorni di una sfida alla sicurezza collettiva, poiché l’utilizzo di palloni per scopi illeciti finisce per interferire con le rotte aeree civili, paralizzando di fatto un’infrastruttura critica. La necessità di garantire l’incolumità dei voli ha imposto alle autorità scelte drastiche, che vanno ben oltre la temporanea interruzione del traffico, trasformando il confine orientale in una zona di costante allerta. La decisione di abbattere i velieri, i quali, sospinti dal vento, sembrano quasi sfidare le difese convenzionali, segna un passaggio operativo significativo, dettato dall’esigenza di porre un argine a una pratica divenuta ormai intollerabile.
Il Golfo di Finlandia e l’ombra delle petrolieri
Parallelamente, in un’altra regione del Baltico, si consuma un altro capitolo della medesima tensione strisciante, dove al posto dei palloni è una “flotta ombra” a sollevare preoccupazioni. Nel Golfo di Finlandia, come riportato dall’emittente Yle, sono state identificate decine di petroliere, vecchie e di dubbia proprietà, che figurano negli elenchi delle sanzioni europee e che vengono impiegate per trasportare il petrolio russo, eludendo così le restrizioni occidentali. La presenza di queste navi, alcune delle quali sono state avvistate nel giro di una sola settimana, non rappresenta soltanto una violazione delle sanzioni, ma anche un concreto pericolo ambientale, dato che il loro stato di manutenzione, spesso precario, aumenta esponenzialmente il rischio di disastrose fuoriuscite di idrocarburi.
Una strategia a bassa intensità ai confini della Nato
Sia l’impiego dei palloni che la mobilitazione della flotta ombra rientrano in quel novero di azioni che gli analisti definiscono “attacchi ibridi”, mirati a logorare la stabilità dei paesi confinanti senza mai oltrepassare la soglia di un conflitto aperto. Si tratta di operazioni che, sfruttando elementi non convenzionali – dal contrabbando alla provocazione psicologica – creano uno stato di permanente instabilità, costringendo le nazioni coinvolte a un dispendioso impegno di risorse per la sorveglianza e la risposta immediata. La Lituania, sentendosi violata nella sua integrità territoriale, ha quindi deciso di alzare il livello della risposta, chiudendo i propri confini e autorizzando l’abbattimento degli oggetti non identificati, in una partita che si gioca sui fili del vento e nelle acque agitate del Baltico.




