La banda delle case fantasma, un’unica regia dietro le truffe in riviera: 120 raggiri, si stringe il cerchio sull’identità dei criminali

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Hanno le ore contate i truffatori che hanno raggirato oltre 120 famiglie di turisti, vendendo su Internet vacanze in residence e appartamenti inesistenti lungo la riviera romagnola. Gli investigatori starebbero ormai chiudendo il cerchio attorno al gruppo criminale, e a breve potrebbero emergere le identità dei responsabili di questo maxi-raggiro estivo che ha preso di mira centinaia di persone, con un meccanismo ben oliato e studiato nei minimi dettagli per apparire credibile.

Un'architettura criminale su vasta scala

I malviventi, che hanno proposto soggiorni a prezzi stracciati tra Cesenatico e Milano Marittima, hanno agito con estrema astuzia, dimostrando una capacità operativa non indifferente. Per rendere credibili i finti residence, hanno utilizzato indirizzi di immobili reali effettivamente in vendita, scaricando le fotografie e pubblicandole sui portali, creando così una parvenza di verità che ingannava i più attenti.

Per superare i controlli e i sistemi di verifica delle piattaforme, hanno perfino associato un Codice identificativo nazionale (Cin) vero, ma appartenente in realtà a tutt’altra struttura ricettiva, depistando ulteriormente i sistemi di sicurezza. A completare il quadro, la presenza degli annunci su piattaforme leader come Booking, da sempre considerate dagli utenti sinonimo di garanzia e sicurezza, ha contribuito ad abbassare le difese dei vacanzieri, che si sono fidati di un marchio noto.

I movimenti tracciati sul web, i numeri Iban, le carte prepagate su cui venivano fatti bonificare gli acconti e persino le chiamate effettuate ai clienti — comprese alcune sfacciate telefonate di sfottò rivolte alle vittime dopo l’incasso — sono tutti elementi che hanno lasciato impronte digitali ben precise, sulle quali gli inquirenti stanno lavorando per risalire ai responsabili.

L'arroganza dei truffatori e il cinismo delle telefonate

Uno degli aspetti più inquietanti emersi dalle testimonianze delle vittime è il cinismo con cui i truffatori hanno gestito i raggiri, arrivando a sfottere apertamente i malcapitati. Una turista milanese, Paola D’Angelo, ha raccontato al Resto del Carlino la propria esperienza dopo aver versato una caparra di 170 euro per il fantomatico "Residence Ferrino" di Milano Marittima, convinta di aver prenotato una vacanza per sé e i suoi tre figli.

Dopo aver scoperto di essere stata truffata e aver richiamato il numero, la donna si è sentita rispondere: "Lei è la ventesima persona che ho truffato questa settimana. Denunci pure a chi vuole, tanto i vostri soldi sono già in Lituania". Una frase che rivela non solo la consapevolezza dei criminali, ma anche la loro sfida alle forze dell'ordine, nella convinzione di operare al riparo da qualsiasi conseguenza.

La conversazione non è finita lì: richiamando la donna, la turista si è sentita rispondere un’amara consolazione: "I romagnoli sono ospitali", come a dire che un’altra sistemazione, in qualche modo, l’avrebbe trovata. L'arroganza dei malfattori si è spinta fino a minacciare le vittime al telefono, come raccontato da un'altra turista che, dopo aver contattato i truffatori per chiedere spiegazioni, è stata insultata e intimorita.

Il meccanismo della truffa e le indagini in corso

Il modus operandi era collaudato e prevedeva una serie di passaggi studiati per massimizzare il numero di vittime e rendere difficile il recupero delle somme. Gli annunci, pubblicati su siti di prenotazione, proponevano alloggi a prezzi decisamente competitivi per il periodo estivo, un campanello d’allarme che molti, però, hanno ignorato.

Una volta che i turisti mostravano interesse, i finti gestori chiedevano il pagamento di un acconto, spesso il 50% della cifra totale, tramite bonifico o ricaricabile Postepay, modalità che offrono poche tutele rispetto ai circuiti di pagamento protetto come PayPal. I pagamenti venivano richiesti esclusivamente su carte prepagate, con l'obiettivo di rendere più difficili le tracce bancarie e i rimborsi. Le indagini, condotte dai carabinieri e dalla Polizia postale, stanno ora stringendo il cerchio sui responsabili.

Da indiscrezioni emerge che il malvivente, probabilmente spalleggiato da familiari o collaboratori, ha un nome e cognome e si tratterebbe di un uomo che ha "rubato" l’identità di Andrea Angelini, per inventare le vendite di alloggi negli inesistenti "Residence Da Andrea" e "Residence Angelini". Il sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, costituendosi parte civile nel procedimento per il grave danno di immagine arrecato al territorio e per sostenere le vittime.

L’impatto sulle vittime e la risposta del territorio

L’impatto di questa maxi-truffa è stato devastante per le famiglie coinvolte, molte delle quali si sono viste distruggere le vacanze e hanno perso somme di denaro considerevoli, in alcuni casi fino a 400 euro o più. Alcuni turisti, come una famiglia belga, sono caduti nella trappola per ben due volte nello stesso giorno: dopo aver scoperto la truffa a Cesenatico, hanno cercato un'altra sistemazione, finendo per prenotare un altro residence fantasma a Milano Marittima, gestito dalla stessa rete criminale.

La vicenda ha però mobilitato il territorio, che ha mostrato il lato positivo dell'ospitalità romagnola. L'amministrazione comunale di Cesenatico, insieme a diversi albergatori e privati cittadini, si è attivata per ricollocare i turisti rimasti senza alloggio, offrendo loro sistemazioni a prezzi calmierati.

Un esempio su tutti è quello di Terzo Martinetti, titolare del "Camping Village" di Cesenatico, che ha ospitato gratuitamente alcune delle famiglie truffate, dichiarando: "Permettere a queste quattro famiglie di trascorrere una vacanza dignitosa dopo l’ingiusta truffa subita è un atto di generosità. Anche perché la Romagna è una terra accogliente e non possiamo venire meno alla nostra vocazione". Un gesto che, seppur non ripari il danno economico subito, ha restituito un po' di speranza a chi aveva visto infrangersi il sogno di una vacanza al mare.

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