Sanità italiana, oltre 5,8 milioni di cittadini rinunciano alle cure
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Redazione Salute
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La sanità pubblica italiana, il cui fondamento poggia sull'articolo 32 della Costituzione che la riconosce come diritto inalienabile, sta attraversando una fase di profonda difficoltà strutturale. Un dato, emerso con forza durante il Cnpr Forum dedicato alle risorse del servizio sanitario, organizzato dalla Cassa di previdenza dei ragionieri, fotografa una situazione allarmante: sono oltre 5,8 milioni gli italiani che, nell'ultimo periodo, hanno dovuto rinunciare a curarsi. A rimarcare la gravità della questione è stato il vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato, Antonio Misiani del Pd, il quale ha indicato, quali cause principali di questa abdicazione forzata, i tempi d’attesa ormai proibitivi e l’onere economico, non sempre sostenibile, che molte prestazioni comportano.
Questo scenario critico, del resto, non costituisce una novità ma rappresenta l’esito di un progressivo indebolimento del sistema, caratterizzato da sottofinanziamento cronico e da una frammentazione dell’offerta tra le diverse regioni. La Fondazione Gimbe, analizzando i dati Oecd Health Statistics aggiornati allo scorso luglio, ha recentemente riportato l’attenzione sul divario che separa l’Italia dalla media europea in termini di spesa sanitaria pubblica. Un gap che, sebbene sia periodicamente evidenziato in prossimità della discussione sulla Legge di Bilancio, fatica a tradursi in interventi strutturali e risolutivi, lasciando il servizio nazionale in una condizione di perenne affanno.
La conseguenza più visibile di questo deficit di risorse si manifesta nella vita quotidiana dei cittadini, i quali si trovano a dover affrontare liste d’attesa interminabili per visite specialistiche o esami diagnostici, una carenza endemica di personale medico e infermieristico nel pubblico e una riduzione costante dei posti letto ospedalieri. Questo insieme di fattori, inevitabilmente, spinge una parte della popolazione verso il ricorso al privato, un settore che, come è stato sottolineato anche durante un incontro pubblico tenutosi a Gaiba, di fatto garantisce le cure a chi può permettersi di pagarle, creando di fatto un sistema a due velocità che mina il principio universale su cui il Ssn è stato edificato.
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