Asta Tesoro, piazzati 5 miliardi tra Btp short term e Btp€i. Rendimenti in calo per il biennale e il quinquennale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso i consueti appuntamenti di fine mese che scandiscono il calendario del collocamento del debito pubblico, ha provveduto oggi, 26 maggio, a emettere nuovi titoli di Stato per un ammontare complessivo di 5 miliardi di euro; un’operazione, quest’ultima, monitorata con attenzione dagli operatori, i quali hanno mostrato un appetito sostenuto sia per la scadenza breve che per le linee legate all’andamento dei prezzi nell’Eurozona.

Nello specifico, l’asta marginale ha visto la messa a disposizione del BTP a tasso fisso con vita residua biennale (scadenza 28 febbraio 2028) e di due tranche di BTP€i, legati all’inflazione europea, rispettivamente a 5 e a 20 anni. La domanda complessiva ha ampiamente superato l’offerta, un segnale – interpretano gli analisti – di una solidità strutturale nella richiesta di carta italiana nonostante il quadro dei tassi di interesse rimanga in evoluzione.

Btp a 2 anni, rendimento in discesa a fronte di una raccolta massima

Per quanto concerne il BTP Short Term (ISIN IT0005692410), l’importo massimo offerto era stato fissato a 2,5 miliardi di euro, con un minimo garantito di 2,25 miliardi. Ebbene, il Tesoro ha integrale soddisfatto la richiesta collocando l’intera somma, pari a 2,5 miliardi. Le richieste pervenute hanno toccato quota 4,058 miliardi di euro, determinando un rapporto di copertura di 1,62.

Il rendimento lordo di aggiudicazione per questo titolo, che paga una cedola annua del 2,2%, si è attestato al 2,73%; si tratta di un dato in contrazione di 7 punti base rispetto all’asta precedente (quella del 24 aprile scorso), la quale aveva fatto registrare un rendimento lievemente superiore. Il prezzo di aggiudicazione è risultato pari a 99,12, un valore che incorpora uno sconto rispetto alla pari, mentre l’importo attualmente in circolazione per questo specifico titolo sale a 13,9 miliardi di euro.

Btp€i a 5 anni, domanda robusta per l’indicizzazione all’inflazione

Passando ai titoli reali, il BTP€i con scadenza 15 agosto 2031 (ISIN IT0005657348), caratterizzato da una cedola annua lorda dell’1,1%, ha registrato una performance altrettanto positiva. L’offerta massima per questa quindicesima tranche era fissata in 1,5 miliardi di euro, ed è stata interamente assorbita dal mercato. A fronte di un ammontare richiesto pari a 2,435 miliardi di euro, il rapporto di copertura si è confermato identico a quello del biennale, ovvero 1,62.

Il rendimento lordo reale spuntato in asta per i cinque anni è stato dello 0,89%, in deciso calo (-9 punti base) rispetto al precedente collocamento datato 25 marzo 2026. Il prezzo di emissione, fissato a 101,10, riflette il premio richiesto dagli investitori per proteggersi dall’erosione monetaria, considerato anche l’attuale coefficiente di indicizzazione di 1,01829. L’importo in circolazione per questo BTP indicizzato raggiunge così i 12,45 miliardi di euro complessivi.

Btp€i a 20 anni, la scadenza lunga raccoglie un miliardo

Completa il quadro delle emissioni odierne il BTP€i con scadenza febbraio 2046 (ISIN IT0005706293), la seconda tranche di un titolo che paga una cedola annua del 2,25%. In questo caso, il Ministero ha offerto un importo massimo di un miliardo di euro (con un minimo previsto di 750 milioni), piazzando l’intero ammontare a fronte di una domanda che ha raggiunto 1,81 miliardi di euro, con un rapporto di copertura di 1,81, leggermente superiore rispetto agli altri due strumenti.

Il rendimento per questa scadenza ventennale è stato fissato al 2,25%, su un prezzo di aggiudicazione di 100,25 (sopra la pari). Gli esperti di mercato sottolineano come la buona riuscita dell’asta, in particolare per i titoli indicizzati, sia da ricondursi alla persistente volatilità dei prezzi energetici e alla ricerca di rendimenti reali positivi per i portafogli a lungo termine.

Nel complesso, la fotografia scattata al termine delle operazioni mostra una macchina del collocamento del debito pubblico che procede senza particolari attriti, beneficiando di uno spread Btp-Bund rimasto stabile nei giorni antecedenti l’emissione.

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