Tesoro: il 24 febbraio all’asta Btp Short Term e Btp€i fino a 4,5 miliardi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ministero dell’Economia e delle Finanze torna sul mercato con una nuova offerta di titoli di Stato, fissata per martedì 24 febbraio 2026, puntando a raccogliere risorse fresche per un importo complessivo che potrebbe raggiungere i 4,5 miliardi di euro, escluse le eventuali aste supplementari. L’operazione, annunciata dal Dipartimento del Tesoro, prevede il collocamento di tre distinte linee di titoli: una riguarda il Btp Short Term con scadenza febbraio 2028, e le altre due, invece, si concentrano sui Btp indicizzati all’inflazione europea, quelli che il mercato identifica con la sigla Btp€i, rispettivamente con scadenze 2031 e 2036. La scelta, come sempre in questi casi, risponde a una logica di diversificazione dell’offerta, volta a intercettare la domanda di profili di investitori differenti, dai più cauti, che cercano orizzonti temporali brevi, a quanti, al contrario, guardano a protezioni di lungo periodo contro il carovita.

Il Btp Short Term e le sue caratteristiche

Per quanto concerne il Btp Short Term, si tratta della terza tranche del Titolo con codice Isin IT0005692410, emesso per la prima volta il 29 gennaio 2026 e destinato a scadere il 28 febbraio 2028. La cedola annuale lorda è stata fissata al 2,2%, con la prima cedola, quella in pagamento già il 28 febbraio 2026, che corrisponderà a un tasso lordo dello 0,179348%, calcolato sul periodo effettivo che intercorre tra la data di regolamento dell'asta e la prima scadenza. L’importo messo a disposizione dal Tesoro per questa specifica emissione varia da un minimo di 2 miliardi a un massimo di 2,5 miliardi di euro, a cui si potrà aggiungere un’eventuale quota supplementare riservata agli specialisti, pari a 500 milioni. Il meccanismo di collocamento, va ricordato, sarà quello dell’asta marginale, con il Tesoro che si riserva la facoltà di determinare in via discrezionale il prezzo di aggiudicazione e la quantità effettivamente emessa, potendo escludere le offerte ritenute non in linea con le condizioni del mercato.

I due Btp indicizzati all’inflazione europea

Parallelamente al titolo a breve, il Mef propone due riaperture di Btp indicizzati all’inflazione dell’area euro, uno strumento, questo, che consente agli investitori di proteggere il capitale dall’erosione del potere d’acquisto. Il primo, con codice Isin IT0005657348, rappresenta l’undicesima tranche di un titolo emesso il 27 giugno 2025, con scadenza fissata al 15 agosto 2031 e una cedola annua lorda dell’1,1%. Il secondo, invece, è il Btp€i con scadenza maggio 2036, codice Isin IT0005588881, giunto alla sua quattordicesima tranche: emesso originariamente il 15 novembre 2023, paga una cedola annua lorda dell’1,8% e arriverà a maturazione il 15 maggio 2036. Per entrambi i titoli indicizzati, il Tesoro ha fissato un importo in offerta compreso tra un minimo di 750 milioni e un massimo di un miliardo di euro ciascuno, con la possibilità, anche in questo caso, di ricorrere a un’asta supplementare da 150 milioni per linea.

La data di regolamento per tutte le sottoscrizioni, vale a dire il giorno in cui gli investitori dovranno effettivamente pagare i titoli aggiudicati, è stata fissata per il 26 febbraio 2026 -3. Con questa mossa, che segue di poche settimane l’analoga asta combinata di fine gennaio, il Tesoro prosegue nella sua strategia di funding, cercando di ottimizzare il costo del debito in un contesto di tassi che, stando ai risultati dei collocamenti precedenti, mostrano segnali di moderata flessione.

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