Lady First, l'autobiografia di Lagarde mentre si infittiscono le voci sull'addio anticipato alla Bce

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, si appresta a pubblicare la sua prima autobiografia, "Lady First", in un momento in cui il dibattito sul suo futuro professionale si fa sempre più intenso. Il volume, scritto in collaborazione con il giornalista tedesco Marc Hujer, uscirà il 28 gennaio 2027 per l'editore Atlantic Books, con una prima edizione in lingua tedesca a cura di Piper e una successiva in inglese, a nove mesi dalla scadenza naturale del suo mandato, prevista per l'ottobre dello stesso anno.

Un racconto personale tra potere e crisi globali

"Lady First" si propone di tracciare il profilo di una donna che, come recita la nota dell'editore, è stata "prima" in molti ruoli: prima ministra dell'Economia e delle Finanze francese, prima donna a capo del Fondo monetario internazionale e prima presidente donna della Bce.

L'autobiografia non si limita a ripercorrere una carriera costruita al di fuori dei sentieri tradizionali della finanza, ma intende offrire uno sguardo sulle grandi crisi dell'economia globale, sulle decisioni prese e sulla lotta contro i pregiudizi, raccontando anche i passi indietro e le sfide incontrate.

A impreziosire il racconto, l'editore ha annunciato contributi di figure di spicco come l'ex segretario di Stato americano Hillary Clinton, l'ex presidente francese Nicolas Sarkozy, la rockstar Bono e la stilista Diane von Furstenberg, a sottolineare la natura trasversale dei suoi rapporti tra politica, finanza e cultura.

La coincidenza del calendario editoriale

La data di pubblicazione del libro, in anticipo rispetto alla conclusione del mandato, ha immediatamente alimentato le speculazioni su un possibile addio anticipato alla guida dell'Eurotower.

Sebbene la stessa Lagarde abbia più volte dichiarato di voler rimanere al proprio posto per guidare la banca centrale in un periodo di turbolenze, paragonando il suo ruolo a quello di un capitano che non abbandona la nave durante la tempesta, il lancio di un'autobiografia a pochi mesi dalla scadenza è stato interpretato da molti osservatori come il segnale di una transizione ormai avviata.

In particolare, la coincidenza con il World Economic Forum di Davos, che si tiene nella stessa settimana, ha reso più credibili le voci che vedono Lagarde come possibile candidata alla presidenza dell'organizzazione elvetica, dopo l'era di Klaus Schwab.

Il dibattito sulla successione a Francoforte

L'ipotesi di un'uscita anticipata ha già messo in moto il sistema europeo, aprendo il cosiddetto "toto-presidente" e spingendo i governi dell'Eurozona a valutare i possibili successori. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza per il dopo Lagarde figurano l'ex governatore spagnolo e attuale presidente della Banca dei regolamenti internazionali, Pablo Hernández de Cos, l'ex governatore olandese Klaas Knot e il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel.

La partita per la successione si annuncia complessa e carica di implicazioni politiche, in un momento in cui la Bce deve confrontarsi con un contesto economico reso difficile dall'impennata dell'inflazione e dalle tensioni geopolitiche. Secondo alcuni analisti, l'annuncio del libro potrebbe addirittura generare un effetto paralizzante sul dibattito di politica monetaria, con i potenziali candidati intenzionati a non creare divisioni in vista della scelta finale.

La promozione in prima persona e il futuro

Per promuovere il suo memoir, "Lady First", la stessa Christine Lagarde ha in programma una serie di presentazioni in Germania e Svizzera nel mese di febbraio, confermando la volontà di raccontare in prima persona la sua storia. La portata dell'operazione editoriale è stata paragonata a un vero e proprio lancio sul mercato internazionale di un personaggio che, a prescindere dalla data del suo addio alla Bce, ha già deciso di scrivere il prossimo capitolo della propria vita fuori dai palazzi della finanza pubblica.

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