SafeDrive, l’autovelox con l’IA che scruta nell’abitacolo (ma per ora non fa multe)
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Redazione Economia
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La superstrada Firenze-Pisa-Livorno, la celebre Fi-Pi-Li che taglia la Toscana da un capo all’altro, è stata scelta come banco di prova per una tecnologia che promette di rivoluzionare il concetto stesso di controllo stradale. Si chiama SafeDrive ed è un sistema sviluppato dall’azienda italiana Sodi Scientifica, che ha deciso di spingere lo sguardo dei classici autovelox ben oltre la semplice lettura della targa.
In questa fase, il dispositivo non si limita a cronometrare i chilometri orari, ma utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare ciò che accade all’interno dell’abitacolo, aprendo scenari inediti per la sicurezza stradale e, naturalmente, sollevando non poche discussioni.
Come funziona SafeDrive: l’occhio elettronico che vede tutto
L’apparato, installato in via sperimentale nel territorio di Lastra a Signa, nel tratto che permette di monitorare entrambe le direzioni di marcia, rappresenta un’evoluzione significativa rispetto ai tradizionali dispositivi fissi che si limitano a catturare la velocità dei veicoli. SafeDrive è equipaggiato con telecamere ad alta risoluzione e illuminatori a led infrarossi, una combinazione studiata per garantire immagini nitide e dettagliate in qualsiasi condizione, sia di giorno che di notte, e con qualsiasi tempo.
La vera innovazione, però, risiede nei sofisticati algoritmi di visione artificiale che, alimentando il sistema, gli permettono di scrutare dentro le vetture in movimento fino a una velocità di 150 km/h.
L’obiettivo dichiarato è quello di intercettare alcune delle infrazioni più pericolose e, purtroppo, più diffuse sulle strade italiane. L’intelligenza artificiale di SafeDrive è addestrata per individuare, in primo luogo, il conducente che utilizza il telefono cellulare senza vivavoce, magari per scrivere messaggi o scorrere i social network, e per verificare se sia il guidatore che l’eventuale passeggero seduto davanti hanno correttamente allacciato le cinture di sicurezza.
Ma le sue potenzialità non si esauriscono qui; grazie alla lettura automatica delle targhe, il sistema può anche controllare in tempo reale se il veicolo è in regola con la copertura assicurativa RC Auto e con la revisione periodica.
La sperimentazione sulla Fi-Pi-Li: un test di 90 giorni (senza sanzioni)
La collocazione di questo dispositivo avanzato sulla Fi-Pi-Li, una delle arterie a più alto scorrimento del Centro Italia, non è certamente casuale. L’elevato volume di traffico e la varietà di veicoli che la percorrono quotidianamente offrono un ambiente ideale per testare l’affidabilità e la precisione degli algoritmi in un contesto complesso e dinamico. La sperimentazione, autorizzata dalla Città Metropolitana di Firenze, ha una durata prevista di 90 giorni, con la possibilità di un eventuale rinnovo.
Un aspetto che gli automobilisti devono tenere ben presente, e che rappresenta un elemento di netta distinzione rispetto alla funzione tradizionale di un autovelox, è che durante questa fase di test le infrazioni rilevate da SafeDrive non comporteranno l’emissione di multe.
Il dispositivo, infatti, è stato attivato esclusivamente per raccogliere dati e validare l’efficacia del sistema, senza inviare alcuna segnalazione alle Forze dell’Ordine. Questo freno all’automatizzazione delle sanzioni è dovuto anche al quadro normativo italiano, che per violazioni come l’uso del cellulare alla guida o il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza prevede la cosiddetta contestazione immediata, cioè l’intervento diretto di un agente.
In futuro, una possibile evoluzione del sistema potrebbe prevedere che SafeDrive segnali l’infrazione a una pattuglia nelle vicinanze, la quale avrebbe il compito di fermare il veicolo e procedere con la multa.
Privacy e futuro: il confine tra controllo e riservatezza
Il fatto che un occhio elettronico sia in grado di scrutare all’interno dell’abitacolo ha immediatamente acceso il dibattito sulla tutela della riservatezza dei cittadini. Si tratta di un tema delicato, che i produttori e le autorità hanno dovuto affrontare fin da subito. Secondo le informazioni disponibili, il sistema SafeDrive integra procedure automatiche progettate per proteggere i dati personali.
Prima che le immagini vengano eventualmente conservate, un software provvede a oscurare e sfocare i volti di tutti gli occupanti del veicolo, nel pieno rispetto delle normative vigenti sulla privacy.
Questa sperimentazione sulla Fi-Pi-Li, al di là dei risultati tecnici che potrà fornire, rappresenta un passo importante verso un nuovo modello di controllo stradale che cerca di coniugare sicurezza e tecnologia. SafeDrive non è però una novità assoluta nel panorama italiano: sistemi simili sono già attivi in alcuni comuni, dove operano in sinergia con le pattuglie per la contestazione immediata delle infrazioni.
Il test sulla superstrada toscana, tuttavia, ha il valore di un grande laboratorio a cielo aperto, dove si stanno testando le reali potenzialità di un sistema che potrebbe in futuro diventare un punto di riferimento per la prevenzione degli incidenti, ma che allo stesso tempo impone una riflessione approfondita sul confine sempre più labile tra controllo e privacy.
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