Hacker arrestato a Roma, Carmelo Miano e la sua rete di crimini informatici
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Redazione Interno
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Carmelo Miano, un giovane siciliano di 24 anni, laureato in ingegneria informatica presso l'UniCusano, è stato arrestato a Roma nel quartiere della Garbatella. Miano, noto per le sue incursioni nei server del ministero della Giustizia, è ora detenuto in isolamento a Regina Coeli. Le indagini, condotte dalla Procura di Napoli, hanno portato al recupero di milioni di file audio e video, nonché di documenti sensibili, evidenziando l'ampiezza delle sue attività illecite.
Il giovane hacker, originario di Gela ma residente da tempo nella capitale, ha operato indisturbato per anni, riuscendo a penetrare nei portali del dark web e nelle piattaforme utilizzate dai cybercriminali per la vendita di armi, droga e documenti falsi. Tra un videogioco online e un sito pornografico, Miano trovava il tempo di esfiltrare dati dai server governativi, dimostrando una notevole abilità nel muoversi tra il mondo virtuale e quello reale.
Le procure di Gela, Napoli, Roma e Brescia erano sulle sue tracce da quattro anni, ma solo recentemente sono riuscite a raccogliere prove sufficienti per procedere all'arresto. Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha sottolineato l'importanza dei risultati ottenuti, lodando il lavoro dei suoi colleghi e definendo il settore di eccellenza della Procura di Napoli come un modello per l'intero paese.
L'arresto di Miano rappresenta un duro colpo per la criminalità informatica in Italia, ma le indagini sono tutt'altro che concluse. Gli inquirenti stanno ancora cercando di chiarire molti punti oscuri, tra cui le modalità con cui l'hacker riusciva a entrare nei server del ministero e la possibile complicità di altri soggetti.




