La Bulgaria adotterà l’euro dal 2026, via libera definitivo dell’Ue
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Redazione Esteri
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Strasburgo, 8 luglio 2025 – Il Consiglio europeo ha dato il via libera definitivo all’ingresso della Bulgaria nell’eurozona a partire dal primo gennaio 2026, facendone il ventunesimo Paese ad adottare la moneta unica. Il via libera, che conferma quanto anticipato dalle istituzioni europee negli ultimi mesi, sancisce l’abbandono del lev, la valuta nazionale bulgara, dopo anni di preparativi e negoziati.
Il tasso di conversione, già fissato dal Meccanismo di cambio Erm II – a cui la Bulgaria partecipa dal 2020 – rimarrà invariato: 1,95583 lev per euro. Una scelta che, secondo la Commissione europea, garantirà una transizione ordinata, evitando oscillazioni speculative. “È un vero successo”, ha dichiarato la presidente Ursula von der Leyen, sottolineando come l’euro “rafforzerà l’economia bulgara e porterà benefici a cittadini e imprese”.
L’annuncio, accolto con soddisfazione dal governo di Sofia, arriva dopo un percorso complesso che ha coinvolto la Banca centrale europea, l’Ecofin e il Parlamento europeo. La Bulgaria, il Paese più povero dell’Ue, aveva presentato la domanda di adesione nel 2018, ma solo nel 2022 aveva ottenuto il via libera preliminare, a patto di rispettare i criteri di convergenza su inflazione, deficit e stabilità finanziaria.
Alla cerimonia ufficiale erano presenti, tra gli altri, il vicepresidente della Bce Luis de Guindos, il commissario agli Affari economici Valdis Dombrovskis e la vicepremier bulgara Temenuzhka Petkova. Mancava invece il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, impegnato in un vertice a Bruxelles.
Per Sofia, l’adozione dell’euro rappresenta un traguardo simbolico e concreto, che potrebbe accelerare gli investimenti esteri e semplificare gli scambi commerciali, soprattutto con i Paesi confinanti già nell’eurozona. Restano però le sfide legate al potere d’acquisto, con molti analisti che temono un’impennata dei prezzi, come avvenuto in altri Stati membri durante la transizione. Intanto, la Danimarca – rappresentata dalla ministra Stephanie Lose – ha ribadito la volontà di mantenere la corona, confermando la sua eccezione negoziata con l’Ue.




