La doppia controversia di Souzan Fatayer, tra un post su Hitler e lo scontro con Mieli
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Redazione Interno
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Souzan Fatayer, candidata di Alleanza Verdi e Sinistra per le prossime elezioni regionali in Campania, si trova al centro di un doppio caso politico e mediatico, che la vede alternarsi nel ruolo di parte offesa e di figura oggetto di aspre critiche. La sua definizione di "palestinese napoletana", utilizzata come slogan per la sua campagna elettorale, è stata infatti il pretesto per un commento offensivo da parte di Paolo Mieli, ma è anche il contesto in cui è emersa una sua condivisione social particolarmente gravida di conseguenze. La politica, che aveva annunciato la sua prima candidatura con l'intento di raccontare la propria storia personale, si è così ritrovata a dover gestire una bufera scatenata da un post in cui compariva una citazione attribuita ad Adolf Hitler, unita a durissime critiche verso Israele.
Il post social e la citazione incriminata
La polemica più aspra è nata dalla diffusione sul suo profilo Facebook di un contenuto, un video che denunciava le dichiarazioni dell’allora ambasciatore israeliano, al quale era associato un testo con un riferimento esplicito al Führer. La candidata, la quale ha precisato di utilizzare i social per veicolare quotidianamente numerose informazioni su quanto accade a Gaza, ha successivamente negato con forza di aver mai scritto personalmente quella frase, attribuendo l’accaduto a una "disattenzione" nella condivisione. Tuttavia, la gravità della citazione ha immediatamente provocato un'ondata di reazioni, con esponenti del centrodestra che hanno espresso una condanna netta e senza appello, trovando in quell'episodio un elemento di grave inopportunità politica e storica.
Le spiegazioni e la condanna del passato hitleriano
Di fronte al dilagare delle critiche, Souzan Fatayer ha ribadito la sua estraneità alla stesura del testo incriminato, dichiarando che il nazismo e la figura di Hitler le ripugnano profondamente e definendo l'Olocausto una pagina terribile della storia. La sua difesa si è concentrata sull’intenzione originale di condividere il filmato, che riportava le parole dell’ex diplomatico israeliano, da lei giudicate come un'aperta apologia dello sterminio. Questo tentativo di distinguere il contenuto voluto da quello accidentale, però, non è bastato a placare le polemiche, lasciando un forte imbarazzo all'interno dello stesso schieramento di Alleanza Verdi e Sinistra, costretto a gestire una vicenda dalla forte carica simbolica.
Lo scontro precedente con Paolo Mieli
Parallelamente, la candidata era stata coinvolta in un'altra disputa, nella quale aveva però vestito i panni della persona ingiustamente attaccata. Paolo Mieli, in un commento riportato da un quotidiano, le aveva rivolto un insulto pesante, legato proprio alla sua identità di "palestinese napoletana". Lo storico e giornalista, in seguito, è intervenuto per scusarsi pubblicamente, smentendo di aver mai pronunciato quelle frasi che, a suo dire, non avrebbe nemmeno potuto pensare, data la storia del suo popolo, e che ugualmente gli ripugnavano. Questo episodio, se da un lato ha visto Fatayer come vittima di un'affermazione gratuita, dall'altro ha contribuito ad accendere ulteriormente i riflettori sulla sua figura e sulla sua campagna elettorale, mescolando in un unico groviglio le offese subite e gli errori commessi.




