Rimini, promessa di lavoro e violenza in un capannone: chiesto il rinvio a giudizio per un 32enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Rimini ha chiesto il rinvio a giudizio per un uomo di 32 anni, di origine pakistana e residente a Bologna, accusato di violenza sessuale ai danni di una connazionale di 25 anni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i fatti risalgono al dicembre 2023, quando la giovane avrebbe accettato di seguirlo da Bologna a Rimini dopo che lui le aveva prospettato un'opportunità lavorativa in città.

La ricostruzione dell'accusa

Stando a quanto ricostruito dalla Procura, una volta arrivati a destinazione l'uomo avrebbe condotto la 25enne all'interno di un capannone, chiudendo a chiave il portone d'ingresso. Poi l'avrebbe accompagnata in un ufficio, dove si sarebbe seduto accanto a lei e le avrebbe afferrato con forza una mano per impedirle di muoversi. La donna, secondo gli atti, gli avrebbe chiesto di lasciarla stare e di poter andare via, ma lui avrebbe ignorato le sue richieste.

A quel punto, sempre secondo l'accusa, le avrebbe aperto con forza la camicia e l'avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale su alcuni cumuli di indumenti presenti nel magazzino, nonostante la sua resistenza e i suoi tentativi di liberarsi.

La giovane sarebbe poi riuscita a fuggire e a denunciare l'accaduto alla Polizia. Gli investigatori hanno basato la richiesta di rinvio a giudizio su una serie di elementi, tra cui la denuncia, gli accertamenti svolti e le dichiarazioni rese dalla donna in sede di incidente probatorio, l'audizione davanti al giudice durante le indagini.

L'udienza preliminare e le difese

Il pubblico ministero Luca Bertuzzi ha depositato la richiesta nelle scorse settimane. L'udienza preliminare è stata fissata per il 16 ottobre davanti al giudice Andrea Falaschetti, che dovrà decidere se disporre il processo. L'indagato è assistito dall'avvocato Giacomo Fornaciari, mentre la presunta vittima è rappresentata dal legale Riccardo Bentley.

«La richiesta di rinvio a giudizio conferma la serietà e la meticolosità delle indagini finora svolte dalla Procura di Rimini, passo necessario per l'accertamento della verità», ha commentato l'avvocato Bentley. «In questo momento, la priorità assoluta è la tutela della mia assistita, che sta affrontando questo percorso con grande sofferenza, ma anche con grande dignità».

Il quadro normativo e le tutele processuali

La richiesta di rinvio a giudizio rappresenta l'atto con cui il pubblico ministero, al termine delle indagini preliminari, chiede al giudice di disporre il processo nei confronti dell'indagato. Ai sensi dell'articolo 417 del codice di procedura penale, il provvedimento deve contenere le generalità dell'imputato e della persona offesa, l'enunciazione chiara e precisa del fatto contestato con l'indicazione delle norme di legge violate, le fonti di prova acquisite e la domanda di emissione del decreto che dispone il giudizio.

Nel procedimento in questione, la fase dell'udienza preliminare davanti al giudice Falaschetti servirà proprio a verificare la solidità del quadro accusatorio. Il giudice potrà alternativamente emettere il decreto che dispone il giudizio oppure pronunciare una sentenza di non luogo a procedere qualora ritenga che gli elementi raccolti non siano sufficienti a sostenere l'accusa in dibattimento. La decisione è prevista per il 16 ottobre.

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