Ryanair chiede l'abolizione della municipal tax, la politica sarda si divide

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La richiesta di Ryanair di abolire l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco negli aeroporti sardi ha acceso un dibattito politico che vede posizioni contrastanti. Mentre la Giunta regionale mantiene un atteggiamento cauto, il centrodestra spinge per accogliere le richieste della compagnia low cost, ritenendo che ciò possa favorire il turismo e l’occupazione. La questione, che tocca da vicino gli equilibri economici dell’isola, ha portato a un confronto serrato tra chi difende gli interessi collettivi e chi punta a sostenere le esigenze delle imprese.

Maria Laura Orrù, consigliera regionale di Avs e sindaca di Elmas, ha sottolineato che “la politica deve innanzitutto pensare al bene collettivo”. Secondo Orrù, se le richieste degli imprenditori coincidono con questo obiettivo, è giusto valutarle, ma non si può cedere passivamente a pressioni che rispondono principalmente a logiche di profitto. La sua posizione riflette una visione più prudente, che mira a bilanciare gli interessi delle compagnie aeree con quelli dei cittadini e del territorio.

Intanto, Ryanair ha esteso la sua battaglia contro le tasse aeroportuali anche agli scali pugliesi di Brindisi e Bari, definendo l’addizionale municipale un ostacolo alla crescita del turismo e dell’occupazione. La compagnia irlandese, nota per le sue strategie aggressive, ha più volte utilizzato toni duri per ottenere condizioni favorevoli, minacciando in alcuni casi di ridurre o cancellare i voli verso destinazioni considerate meno redditizie. Questa linea ha suscitato reazioni forti, come quella della Uil, che ha definito “inaccettabili” le pressioni esercitate dalla low cost.

In Sardegna, la discussione si concentra sulla possibilità di utilizzare i 30 milioni di euro stanziati dalla Giunta nella Finanziaria regionale per abbattere la tassa comunale addizionale. Secondo alcuni esponenti politici, come Moro e Tedde, questa sarebbe una mossa necessaria per evitare il rischio di perdere i collegamenti low cost, vitali per l’economia dell’isola. Tuttavia, altri ritengono che destinare tali fondi alla riduzione delle tasse aeroportuali significhi privare la Regione di risorse che potrebbero essere investite in progetti di più ampio respiro.

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