Dacia porta Spring e Striker al Salone di Parigi 2026, doppia anteprima mondiale
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Redazione Economia
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Dacia sceglie il Salone dell'Auto di Parigi 2026 per un doppio debutto mondiale. Nel giorno riservato alla stampa, lunedì 12 ottobre, il marchio del Gruppo Renault scopre nella capitale francese la seconda generazione della Spring elettrica e il nuovo crossover Striker, due modelli che segnano una tappa precisa nel percorso di elettrificazione della gamma. Lo stand allestito nel Padiglione 6 del Paris Expo Port de Versailles accoglie le due anteprime insieme alle versioni ibride di Sandero, Sandero Stepway, Jogger, Duster e Bigster.
La nuova Spring, elettrica europea sotto i 18 mila euro
La nuova generazione della Spring rappresenta il modello d'ingresso della futura famiglia di vetture elettriche che Dacia intende ampliare entro il 2030. La city car del segmento A viene ora prodotta a Novo Mesto, in Slovenia, e abbandona così la precedente fabbricazione cinese. Il prezzo di listino annunciato resta inferiore ai 18.000 euro, con la versione Expression che parte da 17.900 euro e l'allestimento Journey che sale a 19.500 euro.
La piattaforma RGEV Small del Gruppo Renault sostiene il progetto, mentre la batteria LFP da 27,5 kWh di capacità utile garantisce un'autonomia dichiarata fino a 250 chilometri nel ciclo WLTP. Il motore eroga 60 kW, equivalenti a 80 cavalli, con una coppia di 175 Nm. La Spring accelera da zero a 100 chilometri orari in 12,1 secondi e tocca una velocità massima di 130 chilometri orari. Le dimensioni crescono rispetto al passato: la lunghezza raggiunge i 3,85 metri e la larghezza i 1,74 metri, con un bagagliaio che passa da 337 a 1.283 litri abbattendo la panchetta posteriore.
La dotazione di serie comprende un quadro strumenti digitale da 7 pollici, mentre lo schermo centrale da 10,1 pollici con sistema Media Nav Live è riservato all'allestimento Journey. La ricarica prevede di serie un caricatore AC da 6,6 kW, con un pacchetto opzionale che porta la potenza in corrente alternata a 11 kW e aggiunge quella in corrente continua fino a 50 kW.
Striker, il crossover che unisce station wagon e SUV
Il secondo debutto mondiale è la Dacia Striker, un crossover del segmento C che si affianca al Bigster ampliando l'offerta del marchio in una fascia superiore. Il modello misura 4,62 metri in lunghezza, con un'altezza da terra di 20 centimetri nella versione a trazione integrale e 19 centimetri in quella a trazione anteriore, mentre l'altezza complessiva si ferma a 1,53 metri. Il bagagliaio dichiara 600 litri di capacità.
La gamma di motorizzazioni è interamente elettrificata e comprende la mild hybrid G 140, alimentata anche a GPL, la hybrid 155 e la hybrid 150 4x4 con trazione integrale automatica. Il prezzo di listino annunciato parte da poco meno di 25.000 euro. Gli allestimenti previsti sono quattro: Essential, Expression, Extreme e Journey, con quest'ultimo orientato al comfort nei lunghi viaggi e l'allestimento Extreme pensato per un uso più avventuroso grazie a sellerie lavabili, tappetini in gomma e protezioni esterne in materiale Starkle.
L'elettrificazione coinvolge tutta la gamma
Oltre alle due anteprime mondiali, il salone parigino serve a Dacia per annunciare l'estensione delle motorizzazioni ibride ai modelli già in listino. Sandero, Sandero Stepway e Jogger adottano la nuova propulsione hybrid 155, che segna l'ingresso dell'elettrificazione su questi modelli. Con questa introduzione, esclusa la Spring completamente elettrica, ogni vettura Dacia non elettrica dispone ora di almeno una configurazione ibrida. Duster e Bigster vengono esposti con il sistema tribrid 150 4x4, una soluzione che combina elettrificazione, alimentazione a GPL e trazione integrale.
L'insieme delle novità presentate a Parigi si inserisce nel piano strategico futuREady, il percorso di sviluppo a medio termine con cui Dacia punta ad accelerare l'offensiva nel segmento C e a elettrificare progressivamente l'intera gamma mantenendo il posizionamento sui prezzi accessibili.
L'omaggio di Alpine alla A310
Nello stesso Padiglione 6, accanto a Dacia, Alpine espone una rivisitazione in chiave moderna della A310, la sportiva prodotta dal 1971 fino alla metà degli anni Ottanta. Il concept, denominato Alpine A310 VISION, reinterpreta le linee e le proporzioni del modello originale in una visione retro-futurista. La vettura misura 4,55 metri in lunghezza, 1,18 metri in altezza e 2,03 metri di larghezza massima al posteriore, con un passo di 2,45 metri. Il design riprende la purezza delle prime versioni a quattro cilindri e il carattere più muscoloso delle varianti V6 con passaruota allargati.
La A310 originale fece il suo esordio al Salone di Ginevra nel marzo 1971 con un motore 1600 a quattro cilindri derivato dalla Renault 16 TS, per poi ricevere nel 1976 il V6 PRV di 2.664 centimetri cubi che la rese la più potente sportiva francese dell'epoca, con una velocità massima di 220 chilometri orari. Ne furono prodotte complessivamente 11.616 unità, di cui 9.276 nella versione a sei cilindri.
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