Tragedia a Cavallino-Treporti: morto in mare il piccolo Carlo, 6 anni
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Redazione Interno
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Una notte di angoscia, finita nel peggiore dei modi. Il corpo di Carlo Panizzo, il bambino di sei anni scomparso nel pomeriggio di lunedì mentre faceva il bagno con la madre a Cavallino-Treporti, è stato recuperato dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco alle 2:45 di martedì, a circa cento metri dalla riva. Giaceva sul fondale, vicino a un frangiflutti, dove l’acqua raggiungeva i due metri di profondità.
La ricerca, condotta senza sosta fino all’alba, aveva mobilitato un ampio dispiegamento di forze: motovedette e gommoni della Guardia Costiera, pattuglie di Polizia, Finanza e Vigili del Fuoco, oltre a tre elicotteri e l’aereo “Manta” ATR-42, dotato di strumentazione per il rilevamento subacqueo. Il ritrovamento, avvenuto grazie all’uso del sonar, ha posto fine a ore di apprensione, ma ha anche riacceso il dibattito sulla sicurezza in spiaggia.
«Il mare più sicuro è il più infido», ha dichiarato Dino Basso, direttore della Società nazionale di salvamento di Mestre, sottolineando come incidenti del genere siano purtroppo frequenti. «La spiaggia non è un parco giochi», ha aggiunto, ricordando che ogni anno in Italia annegano circa trenta bambini. Quella di ieri, però, non è stata una fatalità legata alle correnti o alla profondità: Carlo era vicino alla battigia, in un’area apparentemente tranquilla.
La dinamica è ancora al vaglio delle autorità, ma secondo le prime ricostruzioni il bambino sarebbe stato trascinato via dall’acqua mentre la madre, momentaneamente distratta, non era riuscita a intervenire in tempo. Un dramma che riporta l’attenzione sulla necessità di sorveglianza costante, soprattutto quando i più piccoli sono in acqua.




