Tumulto nell'istituto penitenziario di Santa Maria Capua Vetere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella tarda mattinata di ieri, il carcere di Santa Maria Capua Vetere è stato teatro di una rivolta che ha richiamato alla mente gli eventi del 6 aprile 2020. Durante quella giornata, nel periodo Covid, una rivolta dei detenuti sfociò con pestaggi e aggressioni ai danni dei reclusi da parte degli agenti penitenziari.

Dettagli dell'incidente

La rivolta di ieri è scoppiata nel reparto Volturno della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere «Francesco Uccella». I detenuti avrebbero vandalizzato alcune sezioni detentive e, sembrerebbe, aver temporaneamente trattenuto un paio di operatori della polizia penitenziaria. Nonostante i danneggiamenti di suppellettili e arredi, non si segnalano aggressioni fisiche.

Cause della rivolta

La protesta sarebbe scoppiata a seguito della non partecipazione di un detenuto a un funerale. Questo evento ha scatenato forti momenti di tensione tra i detenuti, culminati nella rivolta.

Reazioni e conseguenze

Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa polizia penitenziaria, ha denunciato i gravi disordini registrati all'interno del carcere. Secondo le sue parole, i disordini sarebbero da qualificare come vera e propria rivolta e interesserebbero l'intero reparto Volturno con circa 250 detenuti presenti.

In conclusione, l'incidente di ieri rappresenta un grave episodio di tensione all'interno del sistema carcerario italiano, che richiede un'indagine approfondita e misure adeguate per prevenire futuri episodi di questo tipo.

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