L’aeroporto di Licata è la priorità, ma il ponte sullo Stretto cambierebbe tutto per Agrigento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   “Nella Piana di Licata serve un aeroporto, è la priorità assoluta per la provincia di Agrigento”. A dirlo è Rino La Mendola, presidente dell’Ordine degli architetti locale, che tuttavia non sottovaluta l’impatto che avrebbe il ponte sullo Stretto di Messina, già approvato dal CIPESS. “Quell’opera”, spiega, “garantirebbe un collegamento rapido con l’Europa, sia su gomma che su rotaia, permettendo ai cittadini di salire su un Frecciarossa ad Agrigento e raggiungere Roma, Milano o altre città del Nord in tempi molto più brevi”.

Ma non tutti vedono il progetto con ottimismo. Il geologo Mario Tozzi, noto per le sue posizioni spesso critiche, lo ha definito sarcasticamente “ponte contro lo Stretto”, paragonandolo alla diga del Vajont. “Anche quella”, ha ricordato, “era considerata un capolavoro d’ingegneria, costruita dai migliori tecnici dell’epoca”. Un paragone che suona come un monito, evocando il disastro del 1963, quando la frana del Monte Toc provocò un’onda anomala che travolse interi paesi.

Intanto, però, il progetto avanza. Il 6 agosto scorso, il CIPESS ha dato il via libera al progetto definitivo, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del sottosegretario Morelli. Un passo decisivo, che sembra avvicinare la realizzazione di un’opera discussa da decenni. Ma le perplessità non mancano, soprattutto sul fronte della sicurezza sismica. Carlo Doglioni, geologo di fama ed ex presidente dell’INGV, ha osservato che il piano “non tiene sufficientemente conto dello scuotimento del terreno”, un elemento cruciale in una zona ad alto rischio tellurico.

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