La tempesta perfetta di Barbareschi: tra debiti milionari, concordato e l'inchiesta di Report
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La Eliseo Entertainment spa, solida realtà che sotto l'egida di Luca Barbareschi ha da anni un posto di rilievo nel panorama produttivo nazionale, affronta una delle crisi più severe della sua storia, navigando in acque turbolente mentre cerca di ottenere la protezione offerta dal concordato preventivo. La situazione, per quanto complessa, si delinea attraverso numeri che parlano chiaro: un ammontare di debiti che si aggirerebbe attorno alla cifra, tutt'altro che irrilevante, di quaranta milioni di euro, una montagna di passività che ha spinto la società a compiere un passo formale e decisivo. Con un provvedimento iscritto al Tribunale di Roma lo scorso 22 dicembre, infatti, la holding che controlla le divisioni cinema, fiction e teatro – erede della precedente Casanova multimedia – ha ufficialmente presentato domanda di ammissione al cosiddetto pre-concordato.
La procedura giudiziaria in corso
L'obiettivo di questa mossa, come si legge nella documentazione depositata, è quello di richiedere al giudice delegato la concessione del termine massimo previsto dalla legge per poter poi depositare una proposta di piano di concordato preventivo "in continuità". Questa specifica, non secondaria, indica l'intenzione di mantenere in vita l'attività imprenditoriale, cercando una composizione negoziata con i creditori pur nel solco di una pesante ristrutturazione finanziaria. Le implicazioni operative sono immediate e tangibili: si registra, ad esempio, lo stop alla produzione di due fiction già commissionate dalla Rai, un blocco che oltre a rappresentare un danno economico diretto getta un'ombra sulle future committenze e sulla capacità della società di onorare i suoi impegni produttivi nel breve periodo.
Il contesto di un'accesa polemica televisiva
La crisi finanziaria, peraltro, è emersa pubblicamente nel bel mezzo di un aspro contraddittorio televisivo, che ha visto Barbareschi e il giornalista Sigfrido Ranucci scambiarsi accuse e repliche in una serrata sequenza di puntate dei rispettivi programmi. Dopo un'inchiesta di "Report" che aveva toccato anche alcune vicende legate alla gestione del Teatro Eliseo, l'attore e produttore, in apertura della sua trasmissione "Allegro ma non troppo", aveva rivolto un ringraziamento ironico e pungente al conduttore, sottolineando con fermezza la propria identità. Ranucci, a sua volta, nella chiusura della puntata successiva del programma di inchiesta, ha replicato ricordando un precedente giudizio del Consiglio di Stato su fondi pubblici ricevuti dal teatro, affermando che, secondo i giudici amministrativi, quei finanziamenti non sarebbero stati dovuti e che, di conseguenza, si dovrebbe procedere a una restituzione di otto milioni di euro.
Le incognite sul futuro produttivo
Questo scambio, che va ben al di là della semplice polemica da palinsesto, ha portato sotto i riflettori della cronacha anche gli aspetti giudiziari e contabili della complessa galassia Barbareschi, intrecciandosi inestricabilmente con la notizia della richiesta di concordato. La procedura, ora nelle mani del tribunale, dovrà valutare la fattibilità del piano di risanamento che la società presenterà, mentre i creditori – tra cui presumibilmente anche istituti bancari e fornitori – attendono di conoscere le percentuali di rientro. Resta, in attesa degli sviluppi giudiziari, un panorama incerto per una delle principali realtà dello spettacolo italiano, il cui destino appare legato alla capacità di superare una congiuntura sfavorevole fatta di conti in rosso, produzioni ferme e un dibattito pubblico che ha sollevato questioni di non poco conto.




