Borse europee caute in rialzo, scivola il tech. Milano chiude a 0,58%
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Redazione Economia
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Nonostante la risalita dei prezzi di petrolio e gas, le Borse europee hanno chiuso in rialzo, anche se cauto, in questa prima seduta della settimana. Piazza Affari ha terminato le contrattazioni a +0,58%, riagganciando quota 50 mila punti, mentre Londra e Francoforte hanno guadagnato tra lo 0,8 e lo 0,9 per cento e Parigi si è fermata a +0,38%.
Il quadro dei listini e i settori in movimento
Sul fronte dei settori, a Milano è rimasto in vista il comparto bancario, complice la riunione straordinaria del consiglio di amministrazione di Montepaschi, convocata per discutere le possibili contromosse dopo il rilancio da parte di Intesa Sanpaolo nella sua offerta pubblica d'acquisto. In luce anche energia e utilities, mentre hanno scivolato in fondo al listino principale i titoli del comparto dei chip, con Technoprobe e StMicroelectronics entrambe in calo di oltre il 2%.
L'attesa per le trimestrali e il dato sull'inflazione americana
Gli operatori leggono questa fase come l'avvio di una nuova stagione di risultati societari particolarmente robusti. L'attenzione è rivolta soprattutto alle trimestrali delle grandi banche americane, attese a partire da domani, con JPMorgan, Citigroup, Goldman Sachs e Wells Fargo che alzeranno il velo sui conti del terzo trimestre, seguite mercoledì da Morgan Stanley e Bank of America. Il consensus prevede una crescita degli utili fino al 20% su base annua, sostenuta da ricavi da investment banking e trading attesi in significativo aumento.
Il risiko bancario italiano e il nodo Montepaschi
A Piazza Affari resta acceso il confronto sul risiko bancario. Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena, riunito in seduta straordinaria, ha preso atto del rilancio di Intesa Sanpaolo senza varare alcuna nuova contromossa, confermando l'intera architettura del piano difensivo messo a punto dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio e portandolo al voto dell'assemblea del 29 ottobre.
Il board senese ha rilevato che il premio offerto da Intesa, pari al 15,3%, «resta inferiore a quello mediamente osservato nelle offerte pubbliche volontarie comparabili del settore bancario italiano», circa il 30%.
Il piano di Lovaglio prevede due offerte distinte, una su Banco BPM e una su Banca Generali, oltre a un dividendo straordinario da 4 miliardi da corrispondere in parte in contanti e in parte in titoli Generali. Per andare avanti serve il sì di almeno due terzi dei voti espressi in assemblea, un traguardo che appare ormai fuori portata dopo che Delfin, con il 17,5%, il gruppo Caltagirone con il 13,5% e la famiglia Benetton con l'1,45% hanno annunciato il voto contrario.
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