Emicrania, una malattia invisibile che colpisce un italiano su sette

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La Giornata nazionale del mal di testa, che si è celebrata il 18 maggio, ha riportato l’attenzione su un disturbo spesso sottovalutato nonostante la sua diffusione e l’impatto debilitante sulla vita di chi ne soffre. «Nelle sue forme più comuni, l’emicrania riguarda un italiano su sette, anche se due di loro potrebbero non sapere di esserne affetti», spiega la dottoressa Paola Merlo, responsabile dell’Unità operativa di Neurologia di Humanitas Gavazzeni a Bergamo. Un dato che evidenzia quanto sia cruciale una diagnosi corretta, ottenibile solo attraverso il consulto con uno specialista, per distinguere tra un semplice mal di testa occasionale e una condizione cronica che richiede un approccio terapeutico mirato.

Quella dell’emicrania è una patologia che, pur non lasciando segni visibili, può paralizzare chi ne è colpito, costringendolo a una condizione di immobilità fisica e mentale. Se Manzoni, nel celebre incipit del 5 maggio, evocava l’immobilità del mondo di fronte alla morte di Napoleone, oggi quella stessa immagine potrebbe rappresentare l’isolamento di migliaia di persone piegate dal dolore, spesso incompreso o banalizzato. Non a caso, la campagna di sensibilizzazione di quest’anno ha scelto di puntare i riflettori proprio sull’aspetto invisibile della malattia, troppo spesso liquidata come un fastidio passeggero anziché essere riconosciuta come un vero e proprio handicap sociale.

Tra le fasce più colpite ci sono bambini e adolescenti, nei quali l’incidenza del disturbo è in aumento a causa di stili di vita sempre più frenetici e squilibrati. «Lo stress, l’uso eccessivo dei device elettronici, la mancanza di sonno regolare e un’alimentazione disordinata sono tra i principali fattori scatenanti», sottolinea Merlo. Molti ragazzi saltano la colazione, alternano digiuni a episodi di alimentazione compulsiva e trascorrono ore davanti agli schermi, abitudini che contribuiscono ad aggravare una predisposizione che, in molti casi, ha anche una componente ereditaria.

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