Povertà alimentare, un malessere invisibile che colpisce gli adolescenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non è soltanto la mancanza di cibo, un vuoto che si misura in calorie, a definire i contorni di un fenomeno complesso come la povertà alimentare, la quale, specialmente tra le giovani generazioni, assume piuttosto le sembianze di un disagio strisciante e spesso taciuto. Un malessere invisibile, come lo ha definito il rapporto presentato da ActionAid con l'Università degli Studi di Milano e Percorsi di Secondo Welfare, che si nutre di rinunce forzate, di imbarazzo sociale e di un progressivo isolamento. In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, celebrata il 16 ottobre, l’indagine ha portato alla luce un volto della privazione fatto di scelte negate e di vergogna, un’esperienza che va ben oltre la semplice dimensione materiale del bisogno.

Le storie dietro i numeri

A dare un volto a questa condizione, che non risparmia neppure i Paesi ad alto reddito, è la Croce Rossa Italiana, la quale ha recentemente lanciato una campagna di comunicazione e raccolta fondi costruita su narrazioni reali. Si tratta di un racconto corale che include, tra gli altri, la storia di Aurora, una bambina che evita di invitare i compagni a casa per l’impossibilità di offrire una merenda, o quella di Elena, costretta a saltare i pasti pur di garantire un pasto completo ai propri figli dopo aver perso il lavoro. A queste si aggiungono le difficoltà di Lorenzo, il quale, pur avendo un’occupazione, fatica a procurare un’alimentazione adeguata per la sua famiglia, e di Antonio, che deve confrontarsi quotidianamente con un carovita sempre più opprimente. Sono esempi che illustrano come la povertà alimentare possa significare un frigorifero semivuoto, la sistematica rinuncia alla qualità degli alimenti per contenere le spese, o l’umiliazione profonda che si prova nel dover chiedere un sostegno per un pacco di pasta.

L'evoluzione del fenomeno in Italia

Il report ‘Quando il cibo non basta’, pubblicato dall’associazione Terra! con il supporto di Periferia Capitale – Fondazione Charlemagne, esplora proprio l’evoluzione di questa forma di indigenza nel nostro Paese, dando voce, attraverso le interviste, a donne, anziani e adolescenti. Per molti di loro, la privazione si traduce in una forma di esclusione sociale, acuendo un senso di solitudine e di marginalità. I dati Istat relativi al 2023, sebbene non aggiornatissimi, fotografano una situazione già critica, con circa sei milioni di persone che non hanno la possibilità di consumare un pasto proteico ogni due giorni o di condividere un pasto con amici o parenti almeno una volta al mese. Una cifra significativa, che colloca il problema lontano dagli stereotipi che lo associano esclusivamente alle nazioni più svantaggiate.

L'impatto dell'aumento dei prezzi

Secondo gli osservatori e gli analisti, il fenomeno sta conoscendo una preoccupante recrudescenza, alimentata principalmente dal rincaro dei beni di prima necessità. L’aumento vertiginoso dei prezzi del cibo, che nel 2023 ha toccato quasi il 10% rispetto all’anno precedente, sta infatti aggravando le condizioni di vita di molte famiglie, spingendo verso una soglia di vulnerabilità nuove fasce della popolazione. Questo incremento dei costi, unito a una precarietà economica più ampia, rischia di rendere sempre più profondo quel solco di invisibilità in cui si trovano a vivere coloro che, come gli adolescenti, subiscono le conseguenze non solo sulla salute fisica ma anche sul proprio benessere psicologico e relazionale.

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