Povertà in Italia, un dramma crescente
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Redazione Interno
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Nel 2023, l'Italia ha raggiunto un record storico di povertà assoluta, con 5,7 milioni di persone e 2,2 milioni di famiglie coinvolte. Questo dato, confermato dall'Istat, evidenzia un dramma sociale che colpisce in modo particolare i minori: quasi 1,3 milioni di bambini, pari al 13,8% del totale, vivono in condizioni di povertà assoluta. La situazione è peggiorata rispetto al 2022, quando la percentuale era del 10,7%.
Il disagio economico è particolarmente acuto tra le famiglie con un lavoratore dipendente come persona di riferimento, con un aumento dal 9,8% al 10,7%. Ancora più grave è la condizione delle famiglie operaie o assimilate, che vedono un incremento dal 16,8% al 18,6%. Questi numeri raccontano una realtà in cui la povertà non è solo una questione di mancanza di denaro, ma si manifesta in molteplici dimensioni: relazionale, educativa, energetica e nell'incapacità di affrontare spese impreviste.
Il governo, nonostante le promesse, ha tagliato i sostegni, offrendo soluzioni inadeguate come un "caffè al giorno". Questo ha portato a un aumento del cosiddetto "lavoro povero", una situazione in cui i lavoratori, pur avendo un'occupazione, non riescono a garantire una vita dignitosa a sé stessi e alle loro famiglie. Nel 2023, oltre 8,5 milioni di persone e 2,8 milioni di famiglie vivevano in condizioni di povertà relativa, incapaci di arrivare alla fine del mese.
La povertà assoluta e relativa si trasmette di generazione in generazione, con i figli che ereditano le difficoltà dei genitori.




