Povertà crescente in Italia: una situazione critica
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Redazione Interno
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Nel 2023, secondo i dati pubblicati dall'Istat, in Italia vivevano in povertà assoluta 5,7 milioni di persone, pari al 9% della popolazione totale. Questo dato, che evidenzia una situazione di grave disagio economico, coinvolge anche 2,2 milioni di famiglie, ovvero l'8% del totale. La povertà assoluta, definita come l'incapacità di raggiungere una soglia minima di spesa mensile per beni e servizi essenziali, colpisce in modo particolare i più giovani: ben 1,3 milioni di bambini e ragazzi, pari al 13,8% della popolazione sotto i 18 anni, vivono in queste condizioni. Questo è il valore più alto registrato dal 2014, segno di come la crisi economica stia colpendo duramente le fasce più vulnerabili della società.
Anche i giovani adulti, tra i 18 e i 34 anni, non sono esenti da questa situazione: 1 milione e 145 mila di loro vivono in povertà assoluta. La situazione è particolarmente critica nel Sud Italia, ma anche il Nord non è immune da questo fenomeno. Nonostante l'aumento dell'occupazione, gli stipendi rimangono bassi, contribuendo a mantenere alta la percentuale di persone in difficoltà economica.
Nel 2023, la quota di famiglie di operai o assimilati in povertà assoluta è aumentata dal 14% del 2022 al 16%, un dato che sottolinea come anche chi ha un lavoro non sia al riparo dalla povertà. Questo fenomeno, noto come "working poor", è particolarmente preoccupante in un contesto in cui il lavoro dovrebbe rappresentare una via d'uscita dalla povertà.
La povertà ha un impatto significativo non solo sull'economia, ma anche sulla società e sull'educazione. I bambini e i ragazzi che vivono in povertà assoluta hanno meno accesso a risorse educative e opportunità di sviluppo, il che può avere conseguenze a lungo termine sul loro futuro.




