In consiglio comunale si torna a discutere di patrocinio legale e povertà alimentare
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Redazione Interno
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Il consiglio comunale di Messina tornerà a riunirsi, in seduta ordinaria, giovedì 12 febbraio a partire dalle ore 12, per proseguire la sua attività deliberativa. L’ordine del giorno prevede due punti principali: l’approvazione del “Regolamento sul patrocinio legale e rimborso delle spese legali e peritali per dipendenti e amministratori” e la discussione su due mozioni consiliari. Queste ultime, che arricchiscono il dibattito politico locale, vertono sulle “Misure per fronteggiare la povertà alimentare – Welfare di prossimità – Richiesta di adesione del Comune di Messina al progetto di Reddito Alimentare” e sulla “Condanna violenze in Iran”.
Lo scontro sul bilancio e l'annuncio che cambia lo scenario
Mentre l’aula si appresta a discutere, l’attività amministrativa procede tra tensioni, non di rado accese, come dimostra il recente scontro in commissione sul bilancio di previsione. L’ennesimo rinvio dell’esame del documento finanziario, il quarto consecutivo, ha infatti provocato una reazione durissima da parte dell’esecutivo, che attraverso le parole dell’assessore ai Rapporti con il Consiglio comunale, Nino Carreri, ha parlato di “irresponsabilità politica”, vedendo in quell’atto una conferma delle criticità già segnalate. Una guerra istituzionale, quella tra maggioranza e opposizione, che si combatte sui dettagli tecnici ma che ha implicazioni profondamente politiche.
Il sondaggio segreto e la mossa a sorpresa del sindaco
In un contesto già così carico, si è inserita la decisione, annunciata pubblicamente a Palazzo Zanca, del sindaco Federico Basile di rassegnare le proprie dimissioni e di ricandidarsi immediatamente, aprendo così la strada a elezioni anticipate in primavera. Una mossa calcolata, la sua, che pare trovare un solido fondamento in un sondaggio segretissimo commissionato dal suo stesso partito. Da quel sondaggio, come riportato, emergerebbe un consenso elettorale per Basile compreso in una forchetta tra il 44 e il 47 per cento, una percentuale che, se confermata alle urne, gli garantirebbe la rielezione al primo turno, senza necessità del ballottaggio.
Il derby dello Stretto e le polemiche a distanza
La scelta di Basile, che alcuni paragonano a quanto accaduto in altre realtà del centrodestra, trasforma così il prossimo appuntamento elettorale in una sorta di derby politico in riva allo Stretto, dato che a Reggio Calabria si voterà nello stesso periodo. Questo scenario ha inevitabilmente riacceso polemiche più ampie, come quella tra esponenti politici di livello nazionale sulla legittimità e l'opportunità della scelta del primo cittadino messinese, aggiungendo un ulteriore strato di complessità a una campagna elettorale che si preannuncia già particolarmente vivace.




