Inflazione Usa sotto le attese: bitcoin e crypto pronti a ripartire?
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Redazione Economia
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I dati sull’inflazione statunitense, pubblicati oggi, hanno sorpreso positivamente i mercati, confermando un rallentamento per il terzo mese consecutivo. A aprile, l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,2% su base mensile e del 2,3% su base annua, entrambi sotto le previsioni degli analisti, che si attendevano rispettivamente +0,3% e +2,4%. Un segnale che, seppur lieve, potrebbe influenzare le prossime mosse della Federal Reserve, la quale – come ha più volte ribadito Jerome Powell – valuta ogni dato prima di decidere sui tassi d’interesse.
La Core inflation, escludendo i beni più volatili come energia e alimentari, si è invece attestata al 2,8%, rimanendo su livelli che, seppur stabili, continuano a destare qualche cautela. Nonostante ciò, l’assenza di shock legati ai dazi e la moderazione dei rincari hanno evitato scenari peggiori, smentendo chi, in cerca di facili titoli, aveva previsto un’impennata incontrollata.
Sui mercati finanziari, la reazione è stata immediata: Wall Street ha registrato performance contrastanti, con il Nasdaq in rialzo dell’1%, trainato ancora una volta dai titoli tech, mentre lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,6%. Il Dow Jones, invece, ha chiuso in leggero calo (-0,2%), segno che non tutti i settori beneficiano allo stesso modo di questi dati.
E bitcoin? La criptovaluta, spesso sensibile alle politiche monetarie, potrebbe trovare terreno fertile in un contesto di minore pressione inflazionistica. Se da un lato la Fed mantiene un atteggiamento prudente, evitando per ora tagli ai tassi, dall’altro il calo delle aspettative di rialzo potrebbe ridurre la fuga verso asset considerati più sicuri, come il dollaro o i titoli di Stato. Questo, unito alla ripresa dei tech – tradizionalmente correlati alle performance delle crypto –, potrebbe aprire la strada a una nuova fase rialzista per il settore.




