Riforma fiscale in Italia: un nuovo approccio all'accertamento

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il concordato preventivo, che ha ricevuto l'approvazione del consiglio dei ministri, rappresenta un passo significativo verso l'emersione del sommerso. Il viceministro Maurizio Leo è convinto che la nuova legge possa spingere i contribuenti inaffidabili a dichiarazioni più reali, su cui i soli controlli ex post non sono riusciti ad avere effetto. Questa è la base per l'idea di aprire a tutte le partite Iva, che sono in totale 4,5 milioni in Italia, senza valutare l'affidabilità fiscale.

Riforma dell'accertamento con adesione

Il nuovo decreto sul concordato preventivo contiene anche novità in materia di accertamento con adesione. Questo può essere aderito entro 30 giorni con uno sconto sulle sanzioni, anche nel caso di recupero di crediti d'imposta. Le novità dovranno ora coordinarsi con la riforma dello Statuto del Contribuente, prevedendo un obbligo di contraddittorio preventivo.

Cambiamenti con la riforma fiscale

Il 25 gennaio, il Governo ha approvato in via definitiva il Decreto legislativo sull'Accertamento che ridisegna il rapporto tra Fisco e contribuenti. Viene specificato che la Conferenza unificata, in data 20 dicembre 2023, ha sancito l’intesa ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge n. 111 del 2023. Le competenti Commissioni parlamentari del Senato e della Camera dei deputati hanno reso i rispettivi pareri favorevoli, con osservazioni. Il Garante per la protezione dei dati personali ha reso parere favorevole con condizioni e osservazioni, modificando lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare lo scorso 3 novembre 2023.

Novità previste per l'accertamento con adesione

Vediamo una sintesi delle novità previste per l'accertamento con adesione alla luce anche di quanto introdotto sul contraddittorio obbligatorio dal Dlgs sul Nuovo statuto del contribuente.

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