Riforma della riscossione fiscale in Italia: un nuovo approccio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La riforma della riscossione fiscale in Italia, prevista dalla delega fiscale, introduce diverse misure per interrompere la crescita del "magazzino" dei ruoli, che ha raggiunto oltre 1.200 miliardi di euro. Di questi, poco più di 25 miliardi riguardano i carichi comunali, ma solo 6 miliardi sono ancora recuperabili dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader).

Il problema delle cartelle esattoriali

Analizzando i numeri, le misure del governo in merito al delicato aspetto della riscossione dei debiti fiscali risultano più che mai necessarie. In particolare, la possibilità di stralciare le cartelle dopo cinque anni e un significativo allungamento delle rateizzazioni, che può estendersi fino a dieci anni, costituiscono un serio tentativo di affrontare con decisione l'enorme magazzino della riscossione che ha ormai superato 1.200 miliardi, ossia oltre 100 miliardi superiore alla spesa pubblica del 2023.

Cosa cambia dal 2025

Le novità introdotte dal nuovo decreto fiscale del governo Meloni partiranno dal 2025: i debiti potranno essere pagati a rate mensili, in molti casi fino a 120 (ovvero dieci anni), e dopo cinque anni se non sono stati saranno "discaricati". Il commercialista Salvatore Regalbuto ha spiegato a Fanpage.it cosa cambierà concretamente.

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