A 312 km/h sull'autostrada A40: il manager svizzero rischia di evitare il processo
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Redazione Esteri
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Un manager svizzero di 48 anni è stato fermato dalla Gendarmeria francese dopo che un autovelox mobile aveva registrato la sua Porsche 911 GT3 a 312 chilometri orari lungo l'autostrada A40, nella valle dell'Arve, in Alta Savoia. L'episodio risale alla notte tra il 27 e il 28 settembre scorsi, quando il limite di velocità su quel tratto è fissato a 130 chilometri orari. La velocità rilevata superava di 182 chilometri orari quella consentita, un margine che in Francia configura da tempo un illecito penale e non più una semplice contravvenzione.
Il quadro normativo francese dopo la riforma del dicembre 2025
La posizione dell'automobilista si inserisce in un contesto giuridico profondamente mutato. Fino a poco tempo fa, l'eccesso di velocità pari o superiore a 50 chilometri orari rispetto al limite costituiva una contravvenzione di quinta classe, la più grave della categoria, punibile con un'ammenda di 1.500 euro e il ritiro di sei punti dalla patente. La qualificazione come reato scattava soltanto in caso di recidiva. Il decreto n. 2025-1269 del 22 dicembre 2025, emanato in attuazione della legge n.
2025-622 del 9 luglio precedente, ha però modificato radicalmente il quadro: dal 29 dicembre 2025 ogni superamento del limite di almeno 50 chilometri orari è considerato un delitto, indipendentemente da precedenti violazioni.
Le sanzioni previste per questa fattispecie sono significativamente più pesanti rispetto al passato. Il codice della strada francese contempla ora una pena detentiva fino a tre mesi e un'ammenda fino a 3.750 euro, con iscrizione nel casellario giudiziario. A queste si aggiungono le pene accessorie, tra cui la sospensione della patente per un massimo di tre anni, la confisca del veicolo e l'obbligo di frequentare un corso di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale.
La marge technique e il possibile paradosso processuale
Il dato che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti giudiziarie del manager riguarda la cosiddetta marge technique, la tolleranza tecnica che le autorità francesi applicano alle misurazioni dei radar. Per i dispositivi mobili installati a bordo di veicoli in movimento, la normativa stabilisce una riduzione del 10 per cento sulla velocità misurata quando questa supera i 100 chilometri orari.
Applicando tale correzione ai 312 chilometri orari rilevati, la velocità effettivamente contestabile scenderebbe a circa 280 chilometri orari, un valore che resta comunque ampiamente al di sopra della soglia dei 50 chilometri orari di eccesso e non incide quindi sulla qualificazione penale del fatto.
Il margine tecnico assume però un peso diverso se si considera che la velocità trattenuta, e non quella misurata, costituisce il parametro su cui si fonda l'azione penale. La giurisprudenza francese ha chiarito che solo la velocità rettificata, quella più bassa, può essere utilizzata per fondare le contestazioni. Nel caso specifico, anche dopo l'applicazione della riduzione, il superamento del limite rimane di gran lunga superiore alla soglia che distingue la contravvenzione dal delitto.
Il ritiro della patente e il sequestro del veicolo
Al momento dell'intercettazione, i militari della Gendarmeria hanno proceduto al ritiro immediato della patente e al sequestro della Porsche. Si tratta di misure previste dalla procedura francese per gli illeciti di questa gravità. La sospensione amministrativa della patente può essere disposta dal prefetto per un periodo massimo di sei mesi, mentre il giudice può successivamente irrogare una sospensione giudiziaria fino a tre anni. La confisca del veicolo, inizialmente disposta in via cautelare, può essere confermata in sede penale come pena accessoria.
Le prestazioni della Porsche 911 GT3
La vettura coinvolta nell'episodio è una Porsche 911 GT3, modello equipaggiato con un motore boxer aspirato a sei cilindri da 4,0 litri capace di erogare 510 cavalli. La velocità massima dichiarata dalla casa di Zuffenhausen è di 318 chilometri orari con cambio PDK e di 320 con il manuale GT a sei marce. Il valore di 312 chilometri orari registrato dall'autovelox si colloca quindi appena al di sotto delle prestazioni massime omologate, a conferma che il conducente stava sfruttando quasi integralmente il potenziale della vettura.
Un precedente giudiziario e le prospettive processuali
Il caso dell'Alta Savoia non è isolato nel panorama francese degli ultimi mesi. La trasformazione dei grandi eccessi di velocità in delitto ha già prodotto una serie di procedimenti che hanno sovraccaricato i tribunali correzionali. La procura competente per il distretto di Bonneville, da cui dipende la valle dell'Arve, dovrà ora valutare se procedere con l'amende forfaitaire délictuelle da 300 euro, che consente di chiudere il procedimento senza passare dal tribunale, oppure se avviare l'azione penale ordinaria.
La scelta dipenderà dalla valutazione delle circostanze aggravanti e dalla posizione personale dell'indagato.
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