Alghero e Senigallia in testa per i rincari delle spiagge, Palinuro e Gallipoli seguono a ruota

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Godersi il mare ad Alghero, con quelle acque trasparenti e la sabbia così fine da sembrare polvere, richiederà quest’anno un budget più sostanzioso. Secondo l’ultima rilevazione di Altroconsumo, che ha analizzato i costi degli stabilimenti balneari in Italia, la Riviera del Corallo registra un aumento del 9% rispetto al 2024, piazzandosi al primo posto nella classifica dei rincari insieme a Senigallia. Un incremento quasi doppio rispetto alla media nazionale, ferma al 5%, che conferma una tendenza ormai consolidata negli ultimi anni.

Non è un caso se, scorrendo i dati, si scopre che Alassio rimane la località più cara in assoluto: qui, per un ombrellone in prima fila, si arriva a spendere fino a 354 euro a settimana, con una media di 340 euro per i primi quattro posti. Ma è Alghero, insieme alla cittadina marchigiana, a segnare il balzo più significativo, superando altre mete tradizionalmente costose come Palinuro e Gallipoli, dove gli aumenti si attestano comunque sul 7%.

L’indagine, che ha coinvolto 213 stabilimenti in tutta Italia, non lascia dubbi: il caro-spiagge è un fenomeno generalizzato, anche se con picchi diversi a seconda delle zone. Se da un lato si può discutere sul fatto che certi litorali, per la loro bellezza e i servizi offerti, giustifichino prezzi più elevati, dall’altro è innegabile che la sostenibilità per le famiglie diventi ogni anno più complicata.

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