Prodi e il mondo che cambia: tra Papa Leone XIV, Trump e l’Europa senza bussola
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Redazione Interno
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«Le personalità sono sempre tutte diverse, non potrà mai esserci una continuità assoluta». Con queste parole, il professor Romano Prodi ha sintetizzato la complessità dello scenario internazionale, dove le novità si susseguono senza lasciare spazio a schemi precostituiti. Dal pontificato di Leone XIV, che ha già mostrato un approccio inaspettato, alle decisioni spesso imprevedibili del presidente americano Donald Trump, il quadro globale appare in costante evoluzione.
Prodi, che ha affrontato il tema durante un recente intervento, ha sottolineato come l’Europa stenti a trovare una direzione comune, rimanendo indietro rispetto a potenze come la Cina, la cui ascesa economica e geopolitica non accenna a fermarsi. «La globalizzazione», ha osservato, «ha creato interdipendenze ma anche nuove fratture, e se l’Occidente non riesce a coordinarsi, rischia di perdere influenza». Un concetto che sembra risuonare anche nelle parole del cardinale Angelo Bagnasco, il quale, presentando il suo ultimo libro in Veneto, ha parlato di un’«umanità impaurita» davanti alle incertezze del presente.
Bagnasco, già presidente della Cei e poi di quella europea, ha espresso preoccupazione per le tensioni internazionali, ma ha anche indicato nella figura di Leone XIV un punto di riferimento. «La sua serenità», ha detto, «è un segno di speranza in un momento in cui molti si sentono smarriti». Del resto, lo stesso pontefice, nella sua prima omelia in piazza San Pietro, ha insistito su temi come l’amore e l’unità, suscitando reazioni positive tra i fedeli.




