Banche Usa da record, JPMorgan e Goldman Sachs spingono gli utili
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Le banche Usa hanno chiuso il secondo trimestre con profitti record: cinque dei sei maggiori istituti americani hanno superato complessivamente i 49 miliardi di dollari di utili, oltre 500 milioni al giorno. JPMorgan, Bank of America, Goldman Sachs, Citigroup e Wells Fargo hanno registrato risultati superiori alle attese del mercato, sostenuti soprattutto dalle attività legate a Wall Street. Il dato emerge mentre il settore del credito tradizionale mostra una crescita più contenuta rispetto ai risultati ottenuti dal trading e dall’investment banking.
Il risultato complessivo potrebbe crescere ulteriormente con i dati di Morgan Stanley, attesi dopo la pubblicazione dei risultati degli altri grandi istituti. Se le attese del mercato saranno rispettate, il totale dei profitti delle principali banche americane potrebbe arrivare a circa 54 miliardi di dollari, segnando un livello senza precedenti. I numeri del trimestre mostrano quindi una fase particolarmente favorevole per il settore finanziario statunitense, con le maggiori banche capaci di trasformare l’attività sui mercati in una fonte decisiva di ricavi.
I risultati record dei grandi istituti americani
JPMorgan ha chiuso il trimestre più redditizio della sua storia con 21,2 miliardi di dollari di utile, in aumento del 41% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato comprende anche una plusvalenza una tantum di 4,6 miliardi di dollari legata alla quota detenuta in Visa, mentre i ricavi sono saliti a 58 miliardi di dollari. Goldman Sachs ha invece raggiunto il terzo record consecutivo, con un utile in crescita del 78% e ricavi aumentati del 39%, grazie anche alla forte crescita del trading azionario, salito del 72%.
Anche gli altri principali gruppi bancari statunitensi hanno registrato aumenti significativi. Bank of America ha visto crescere l’utile del 27%, con ricavi in aumento del 15%, mentre Citigroup ha segnato un incremento del profitto del 45% e ricavi superiori del 14%. Wells Fargo ha chiuso il trimestre con un utile in crescita del 17% e ricavi aumentati del 9%, completando un quadro caratterizzato da risultati positivi per quasi tutti i maggiori istituti del Paese.
La spinta arriva da Wall Street e dagli investimenti
Le trimestrali d’oro delle banche Usa sono state sostenute soprattutto dalle attività finanziarie legate ai mercati, mentre il margine di interesse netto, cioè la differenza tra gli interessi incassati sui prestiti e quelli pagati sui depositi, è risultato leggermente sotto le attese oppure in linea con le previsioni. La crescita dei ricavi da trading e investment banking ha avuto quindi un ruolo centrale nella costruzione dei risultati del trimestre. Gli istituti hanno beneficiato del movimento dei mercati finanziari e dell’attività degli investitori.
I risultati delle banche arrivano in una fase segnata da forti tensioni internazionali e da un interesse crescente verso settori come i chip, l’intelligenza artificiale e lo spazio. Nonostante l’attenzione rivolta ai nuovi comparti tecnologici, i dati trimestrali mostrano il peso ancora determinante della finanza tradizionale e delle grandi banche americane nei risultati di Wall Street. I profitti registrati nel periodo aprile-giugno evidenziano una capacità di generare ricavi soprattutto attraverso le operazioni sui mercati.
I numeri del trimestre e il confronto con l’anno precedente
Il secondo trimestre ha evidenziato una crescita diffusa degli utili tra i principali istituti statunitensi, con incrementi a doppia cifra per tutte le banche considerate. JPMorgan ha registrato un aumento del 41% dell’utile e del 28% dei ricavi, Goldman Sachs una crescita del 78% dell’utile e del 39% dei ricavi, mentre Bank of America ha segnato un +27% sul profitto e un +15% sui ricavi. Citigroup e Wells Fargo hanno completato il quadro con aumenti rispettivamente del 45% e del 17% degli utili.
I dati pubblicati dai grandi gruppi americani indicano una forte accelerazione delle attività legate ai mercati finanziari, con risultati particolarmente elevati nelle aree del trading e dell’investment banking. Allo stesso tempo, il settore dei prestiti non ha mostrato la stessa intensità di crescita, come confermato dai dati sul margine di interesse netto. La distanza tra le performance delle attività di mercato e quelle del credito rappresenta uno degli elementi principali emersi dalle trimestrali delle banche Usa.




