Equinozio d'autunno 2026, mercoledì 23 settembre alle 2:05: le proiezioni meteo e i rincari della stagione

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L'estate astronomica si congeda con un orario preciso: le 2:05 di mercoledì 23 settembre 2026, quando il Sole attraverserà l'equatore celeste passando dall'emisfero settentrionale a quello meridionale. In quell'istante, per l'emisfero boreale, inizia ufficialmente l'autunno. La data non è fissa: può cadere tra il 21 e il 24 settembre, e quest'anno si colloca nella notte tra martedì 22 e mercoledì 23. Da quel momento le ore di luce subiranno un progressivo ridimensionamento, fino al solstizio d'inverno.

A settembre, alle latitudini italiane, il sole tramonta quasi cinquanta minuti prima rispetto all'inizio del mese.

Le indicazioni per il trimestre settembre-novembre delineano un autunno più caldo della media in gran parte dell'Italia e dell'Europa, con una probabilità elevata di temperature sopra la norma che interessa soprattutto il Centro-Sud e i settori occidentali. Il segnale termico è il più solido: sia il servizio Copernicus sia le elaborazioni basate sul modello ECMWF indicano anomalie positive diffuse anche a ottobre e novembre, con un novembre ancora mite secondo le proiezioni.

Sul fronte delle precipitazioni l'incertezza è maggiore, ma le mappe mostrano una maggiore predisposizione a fasi piovose sul Mediterraneo centrale e sull'Europa meridionale. A settembre il surplus di piogge potrebbe interessare soprattutto il Centro-Sud e le Isole, mentre nei mesi successivi la maggiore anomalia positiva potrebbe spostarsi verso il Nord.

Un elemento da considerare è la temperatura del Mediterraneo. Dopo un'estate caratterizzata da caldo persistente, il mare conserva una notevole quantità di energia: il luglio 2026 è stato il più caldo dal 1993 per l'area mediterranea, con una temperatura marina superficiale media di circa 27°C e un'anomalia di +3,9°C rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. Acque più calde favoriscono maggiore evaporazione e umidità disponibile, e quando arrivano masse d'aria più fresche possono crearsi condizioni favorevoli a temporali localmente intensi.

Il Consorzio Lamma-Cnr invita però a non trasformare questo dato in una previsione automatica di eventi estremi: un mare caldo può amplificare una perturbazione, ma da solo non genera nubifragi.

L'autunno porta con sé anche un capitolo di spese. Secondo le elaborazioni dell'Osservatorio nazionale di Federconsumatori, tra settembre e novembre il conto complessivo delle principali spese stagionali raggiungerà 2.959,42 euro per famiglia, con un aumento del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. A pesare sono soprattutto le bollette, stimate in crescita del 14,3%, i carburanti con un +22,8% e il riscaldamento con un +15,7%.

Il Codacons, dal canto suo, stima una stangata autunnale di 633 euro a famiglia, calcolata su un nucleo con due autovetture e un figlio in età scolastica, con la voce energia che incide per circa 205 euro e i rifornimenti per 145 euro nel caso di un'auto a gasolio.

Il calendario delle accensioni degli impianti di riscaldamento è fissato dalla normativa per zone climatiche: la zona E, che comprende gran parte del Nord, può accendere dal 15 ottobre; la zona D, che include molte città del Centro, dal 1° novembre; la zona C, in parte del Centro-Sud, dal 15 novembre. Tra sabato 24 e domenica 25 ottobre si tornerà all'ora solare, con le lancette indietro di un'ora e un maggiore ricorso all'illuminazione artificiale nelle ore serali.

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