Tony Effe indagato per rissa in discoteca: minacce e violenza a Porto Cervo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Tony Effe, nome d’arte di Nicolò Rapisarda, trapper noto per la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2025, è finito nel mirino della giustizia per una rissa aggravata avvenuta nella notte del 18 agosto 2023 al Sanctuary, locale esclusivo di Porto Cervo, frequentato da vip e personaggi del jet set. L’episodio, che ha visto coinvolte almeno otto persone, è emerso dalle carte dell’inchiesta della procura di Tempio Pausania, pubblicate dal Corriere della Sera. Tra gli indagati, oltre a Effe, figurano un ultrà della Lazio, un pugile e altri due amici, alcuni dei quali già noti alle forze dell’ordine per precedenti penali legati a reati contro la persona e stupefacenti.
La vicenda ha preso una piega violenta quando, all’ingresso della discoteca, la security ha negato l’accesso a uno del gruppo, pregiudicato per omicidio. A quel punto, secondo quanto riportato dai verbali, Tony Effe avrebbe esploso tutta la sua rabbia, minacciando il buttafuori con frasi pesanti: “Se non entra, vi ammazziamo tutti”. Una dichiarazione che, unita ai dettagli emersi sulle dinamiche della lite, ha contribuito a far scattare l’indagine per rissa aggravata.
Tra gli identificati, oltre a Rapisarda, ci sono Morgan Leonardo Moricca, 30enne milanese, Gabriele Ritano, 34enne di Olbia, e i romani Ermes Paolantonio, 33 anni, e Christian Perozzi, 34. Tutti hanno ricevuto un avviso di garanzia, mentre le indagini, concluse dalla procura, hanno portato alla ricostruzione di una serata che, da momento di svago, si è trasformata in un’escalation di minacce e violenza.
Il Sanctuary, locale simbolo della movida sarda, è stato teatro di una scena caotica, con il gruppo che, dopo il rifiuto di far entrare il pregiudicato, ha dato vita a una lite furiosa. Le parole di Effe, riportate nei documenti, non lasciano spazio a interpretazioni: “Fateci entrare o vi ammazziamo tutti”. Una frase che, se confermata, potrebbe avere conseguenze pesanti per il rapper, già segnalato per reati contro la persona e recidivo.
La maxi-rissa, avvenuta in un contesto già di per sé esplosivo, ha portato alla luce dinamiche di gruppo e tensioni che vanno oltre il semplice episodio. La presenza di personaggi con un passato criminale, unita alla reazione spropositata di fronte a un diniego, ha reso il caso particolarmente complesso. La procura, dopo mesi di indagini, ha notificato gli avvisi di garanzia, ma la strada verso un eventuale processo è ancora lunga.




