Il fisco dà appuntamento a società di persone e lavoratori dipendenti: pubblicati i modelli Redditi SP e 730 per il 2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Con il provvedimento numero 72272, pubblicato il 27 febbraio, l’Agenzia delle Entrate ha messo nero su bianco le regole per la dichiarazione dei redditi destinata alle società di persone e agli enti equiparati, il modello Redditi SP 2026, quello che riguarda l’anno d’imposta 2025. Si tratta di un adempimento doveroso per una platea piuttosto eterogenea di contribuenti, che spazia dalle società semplici, spesso utilizzate per la gestione di patrimoni immobiliari, fino alle snc e alle sas, passando per le associazioni professionali e persino per le aziende coniugali, qualora l’attività venga esercitata in forma societaria tra i due coniugi. Tra i soggetti obbligati all’invio rientrano anche i gruppi europei di interesse economico, i cosiddetti Geie, a testimonianza di come la rete del prelievo fiscale si estenda ormai a tutte le forme organizzative del lavoro e dell’impresa.

Nel modello Redditi SP 2026 le novità strutturali del concordato e della liquidazione

L’architettura del modello Redditi SP 2026, composta dal consueto frontespizio e da una serie di quadri che vanno dal RF al RX, non è una semplice riproposta delle versioni passate. Al contrario, il provvedimento recepisce alcune modifiche normative di sostanza, e la più rilevante riguarda senza dubbio il concordato preventivo biennale. Per chi vi ha aderito, nel quadro CP, dedicato appunto a questo istituto, sono state introdotte delle caselle specifiche, denominate “Comma 1-bis”, che servono a gestire il regime d’imposta sostitutiva; un meccanismo, questo, che permette al socio, il quale dichiara per trasparenza la propria quota di reddito, di applicare un’aliquota agevolata su quella parte di imponibile concordato con il fisco. Sempre in tema di novità, un altro tassello importante è rappresentato dalla nuova disciplina della liquidazione ordinaria: l’articolo 182 del Tuir, come modificato, consente ora di utilizzare le perdite d’impresa residue al termine della liquidazione per ridurre il reddito dell’ultimo esercizio e, a ritroso, quelli precedenti, e questa possibilità è stata opportunamente codificata nel frontespizio e nei quadri RF, RG, RD e RS.

Per i professionisti cambiano le regole su rimborsi spese e tracciabilità

L’occhio del legislatore si è posato anche sulle regole di deducibilità delle spese, in particolare per i lavoratori autonomi. Nel quadro RE, il rigo RE15 ha eliminato il vecchio riferimento alle spese addebitate analiticamente al committente per quanto riguarda prestazioni alberghiere e ristorazione, allineando la disciplina a quanto previsto dal decreto legislativo 192 del 2024. Ma l’innovazione forse più significativa, perché legata al contrasto all’evasione, riguarda la tracciabilità dei pagamenti: i rimborsi per vitto, alloggio, viaggio e trasporto, se non vengono pagati con strumenti tracciabili come bonifici o carte, concorrono ora a formare il reddito. Una stretta, questa, che mira a far emergere operazioni che altrimenti resterebbero nell’ombra, e che si accompagna all’introduzione, sempre nel modello, di nuovi codici per gestire l’iper-ammortamento degli investimenti in beni strumentali 4.0 e la rateizzazione delle plusvalenze.

Il calendario del 730/2026 tra scadenze fisse e la rivoluzione Irpef

Parallelamente al mondo delle società, l’Agenzia delle Entrate ha diramato anche il calendario completo per il modello 730/2026, quello che interessa milioni di lavoratori dipendenti e pensionati. Il sipario si alza ufficialmente il 30 aprile, quando la dichiarazione precompilata sarà resa disponibile online, e calerà il 30 settembre, termine ultimo per l’invio. Chi avrà fretta, o necessità di un rimborso, potrà vedere l’accredito in busta paga già a partire da luglio, mentre chi presenterà la dichiarazione più avanti dovrà attendere l’autunno. Ma al di là delle date, ciò che conta sono i contenuti: il 730 di quest’anno recepisce la riforma dell’Irpef, con il passaggio da quattro a tre aliquote, e introduce un nuovo trattamento integrativo per i redditi fino a ventimila euro, sotto forma di contributo, mentre per la fascia tra ventimila e quarantamila euro arriva una detrazione aggiuntiva che si azzera progressivamente. Cambiano anche le detrazioni per i figli, che non spettano più per quelli sopra i trent’anni, salvo casi di disabilità, e per gli altri familiari, ora limitate ai soli ascendenti conviventi.

Certificazioni Uniche e dati al fisco, la macchina si mette in moto

A monte di tutto, naturalmente, c’è l’invio dei dati che alimentano la macchina della precompilata. Il 16 marzo rappresenta uno spartiacque fondamentale: entro quella data, i sostituti d’imposta devono consegnare ai propri dipendenti e pensionati la Certificazione Unica e trasmetterla telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Una scadenza secca, questa, che si articola però su più binari: per i soli redditi di lavoro autonomo abituale, il termine slitta al 30 aprile, mentre per quelli esenti o non dichiarabili con la precompilata c’è tempo fino al 31 ottobre. Un ingranaggio complesso, quello della dichiarazione, che richiede puntualità e precisione, perché solo così l’eventuale credito fiscale può trasformarsi rapidamente in liquidità per le famiglie e per le imprese.

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