MotoGP, il gp di Thailandia rilancia il mondiale e congela i pronostici

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Chi sperava in un avvio di campionato già scritto, con la Ducati a dettare legge come negli ultimi anni e Marc Marquez lanciato verso il secondo Titolo consecutivo, è dovuto ricredere già sul tracciato di Buriram. Il Gran Premio di Thailandia, prima tappa del mondiale 2026, ha sparigliato le carte in modo netto, consegnando agli appassionati una classifica corta e una gerarchia quantomeno provvisoria, ma destinata ad alimentare il dibattito tecnico per le prossime settimane. La vera protagonista del fine settimana è stata l’Aprilia, capace di piazzare quattro delle sue RS-GP nelle prime cinque posizioni della gara lunga, un risultato che non si vedeva da tempo e che certifica il salto di qualità compiuto dalla casa di Noale durante l’inverno.

A trarre le maggiori soddisfazioni dal fine settimana thailandese, tuttavia, è probabilmente Pedro Acosta. Il pilota spagnolo della KTM, dopo aver vinto la Sprint del sabato, ha chiuso la domenica in seconda posizione, un ruolino di marcia che gli consente di lasciare l’Asia con la tabellina rossa e 32 punti all’attivo, frutto di una continuità che pochi avevano pronosticato alla vigilia. La sua KTM sembra aver compiuto progressi significativi, e la capacità di Acosta di lottare ruota a ruota con i piloti ufficiali Aprilia e Ducati lo proietta immediatamente tra i pretendenti, nonostante la giovane età e un’esperienza nella classe regina ancora limitata. Il suo non è stato un exploit isolato, ma la conferma di un potenziale che in molti attendevano di vedere sbocciare definitivamente. Dall’altra parte del box spagnolo, Raul Fernandez ha firmato un fine settimana a dir poco sorprendente: terzo nella Sprint e terzo nel GP, il pilota del Team Trackhouse, che schiera moto Aprilia, ha sfruttato al meglio il pacchetto tecnico a disposizione, mettendosi alle spalle nomi ben più blasonati e dimostrando una costanza di rendimento che in passato gli era talvolta mancata.

Bezzecchi e Aprilia, l’assalto al potere parte da lontano

Se c’è un uomo che ha interpretato alla perfezione il fine settimana di Buriram, quello è Marco Bezzecchi. Il riminese, dopo un errore nella Sprint che lo aveva costretto al ritiro, ha piazzato una domenica autoritaria, dominando dalla pole position e chiudendo con un vantaggio di oltre cinque secondi sul primo inseguitore. Una prestazione che non solo vale la prima vittoria stagionale, ma che rappresenta il terzo centro consecutivo se si sommano gli ultimi due GP della passata stagione. Un filotto che nessun pilota Aprilia era mai riuscito a mettere insieme a questi livelli, e che lancia un messaggio chiaro: la RS-GP26 non solo è competitiva, ma sembra calzare a pennello allo stile di guida del suo pilota di punta. La casa di Noale, del resto, ha lavorato durante l’inverno proprio per rendere la moto più guidabile e meno critica sul passo, e i risultati si sono visti eccome. Alle sue spalle, il compagno di marca Jorge Martin ha chiuso quarto, completando un weekend di sostanza per Aprilia che ora guida la classifica costruttori a pari merito con KTM, lasciando Ducati indietro di undici lunghezze.

Ducati ko, l’incidente di Marquez e le difficoltà di Bagnaia

In casa Ducati, il rientro dalla Thailandia ha il sapore amaro della sconfitta. Per la prima volta dal Gran Premio di Gran Bretagna del 2021, nessuna Desmosedici ha visto il traguardo tra i primi tre, interrompendo una striscia record di 88 podi consecutivi nella gara lunga. La domenica peggiore, però, l’ha vissuta Marc Marquez. Il campione del mondo in carica, autore di una rimonta che lo stava portando a lottare per il podio, è stato tradito al ventiduesimo giro da una foratura al posteriore, conseguenza – come emerso dalle analisi post-gara – di un impatto con un cordolo che ha deformato il cerchio, causando la perdita d’aria. Un episodio sfortunato, ma che nulla toglie alla difficoltà incontrata dalla casa di Borgo Panigale sull’intero arco del weekend. Francesco Bagnaia, dal canto suo, non è mai entrato in lotta per le posizioni che contano, chiudendo in nona posizione e pagando dazio a una messa a punto che non ha mai funzionato. Se Marquez invita alla calma e chiede di non farsi prendere dal panico, è altrettanto evidente che il divario da Aprilia, in questo avvio, è parso significativo.

La prima classifica sorride ad Acosta e all’equilibrio

Lo specchio fedele di quanto accaduto in pista è la classifica iridata. Pedro Acosta comanda con 32 punti, seguito da Marco Bezzecchi a quota 25 e da Raul Fernandez a 23. I primi due alfieri Ducati, Marc Marquez e Francesco Bagnaia, occupano rispettivamente l’ottava e la decima posizione, con un bottino di 9 e 8 punti che già suona come un campanello d’allarme. Al di là dei numeri, ciò che colpisce è la varietà di soluzioni tecniche ai nastri di partenza: KTM e Aprilia hanno dimostrato di poter competere ad armi pari con il gigante di Borgo Panigale, restituendo al campionato quell’incertezza che era mancata per lunghi tratti nelle ultime stagioni. Il prossimo appuntamento in Brasile, tra tre settimane, dirà se si è trattato di un episodio isolato o dell’inizio di un vero e proprio cambiamento negli equilibri di forza della MotoGP.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.