Ed Sheeran rompe il silenzio dal palco di Philadelphia: «A Gaza situazione ingiustificabile»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ed Sheeran ha aperto il concerto al Lincoln Financial Field di Philadelphia con un discorso che ha segnato una netta inversione di rotta rispetto alla sua consolidata posizione di neutralità. Davanti al pubblico dello stadio, il cantautore britannico ha definito la situazione a Gaza «catastrofica, ingiustificabile e sproporzionata», aggiungendo che il suo cuore è «spezzato di fronte alla portata della devastazione e alla perdita di vite civili, di vite di bambini».

«Nel corso della mia carriera ho cercato di non essere un commentatore politico di alcun tipo, perché voglio che la mia musica e i miei spettacoli parlino di unità, non di divisione; di umanità, non di politica. Ma questa è una questione umanitaria e non posso più nascondere ciò che provo», ha detto Sheeran, spiegando di essersi trovato «nel mezzo di un dibattito importante e appassionato sulla libertà di espressione e sul tema politico più complesso del pianeta».

Il discorso di Sheeran è arrivato dopo una settimana di polemiche scatenate dall'esclusione dal Loop Tour del rapper statunitense Macklemore, che il 5 settembre, durante un concerto al MetLife Stadium del New Jersey, aveva gridato «Free Palestine» dal palco, suscitando le proteste di alcune organizzazioni ebraiche e pro-Israele.

«Ho dovuto prendere decisioni difficili, sto commettendo degli errori, e mi dispiace davvero tantissimo», ha detto Sheeran dal palco di Philadelphia, senza nascondere la commozione. Il cantante ha poi rivendicato la necessità di preservare i suoi concerti come «spazi sicuri per tutti», esprimendo preoccupazione per il fatto che le strutture che ospitano gli spettacoli possano esercitare un controllo preventivo sui contenuti delle esibizioni.

La rimozione di Macklemore, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata determinata dalle pressioni dei proprietari degli stadi: il promoter Messina Touring Group ha riferito che diverse venue avevano comunicato l'intenzione di cancellare i concerti qualora il rapper fosse rimasto in scaletta. Tra questi, il Gillette Stadium di Foxborough, di proprietà della famiglia Kraft, dove Sheeran è atteso il 25 e 26 settembre.

La decisione ha innescato una reazione a catena: quattro artisti di supporto hanno abbandonato la tournée in segno di solidarietà con Macklemore. Tra loro figurano il cantante irlandese Aaron Rowe, la band danese Lukas Graham, il gruppo folk irlandese Beoga e il musicista Finneas, fratello e collaboratore di Billie Eilish, che avrebbe dovuto raggiungere Sheeran nelle tappe sudamericane.

Macklemore, dal canto suo, ha annunciato una donazione di un milione di dollari destinata a organizzazioni umanitarie impegnate a sostegno della popolazione palestinese, tra cui il Palestine Children's Relief Fund, Heal Palestine e Medical Aid for Palestinians. Un portavoce di Robert Kraft ha poi riferito che il proprietario dei New England Patriots e lo stesso Sheeran hanno accettato di donare due milioni di dollari ciascuno, senza specificare i beneficiari.

Prima dell'inizio del concerto, gruppi filo-palestinesi hanno organizzato una manifestazione nelle vicinanze del Lincoln Financial Field. La polizia ha garantito un'adeguata presenza delle forze dell'ordine per gestire l'evento. Alcuni manifestanti hanno accusato Sheeran di «complicità» nella decisione di escludere Macklemore, mentre altri hanno descritto la vicenda come un momento di svolta culturale per la visibilità della causa palestinese.

Sul fronte dei fan, le reazioni sono state divise: alcuni hanno espresso sostegno per l'artista, sottolineando che il suo ruolo non è quello di commentatore politico; altri hanno manifestato delusione per la gestione della vicenda. Sul mercato secondario, i biglietti per le tappe statunitensi hanno registrato un calo dei prezzi, con i tagliandi più economici per la data di Philadelphia scesi da 123 a 67 dollari.

Prima del concerto di Philadelphia, Sheeran aveva cercato di placare le polemiche con un messaggio pubblicato sui social, nel quale sosteneva di non voler trasformare il proprio lavoro in una piattaforma politica e di non essere responsabile della decisione di allontanare Macklemore.

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