Loop Tour, gli artisti d'apertura lasciano Ed Sheeran dopo il caso Macklemore

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La decisione di escludere Macklemore dalle date americane del Loop Tour di Ed Sheeran ha innescato una reazione a catena che sta ridisegnando la formazione della tournée. Dopo l'allontanamento del rapper, annunciato lunedì 14 settembre, gli altri artisti che avrebbero dovuto aprire i concerti hanno scelto di fare un passo indietro. Il cantautore irlandese Aaron Rowe, il gruppo folk Beoga, la band pop danese Lukas Graham e il produttore Finneas, fratello di Billie Eilish, hanno comunicato attraverso i social la loro decisione di non prendere parte alle restanti tappe del tour.

La motivazione è la solidarietà nei confronti di Macklemore e la contrarietà a quella che considerano una limitazione della libertà di espressione sul tema palestinese.

Tutto ha avuto origine il 4 settembre al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey. Durante la sua esibizione come opening act, Macklemore ha interrotto lo show per pronunciare un appello a sostegno della Palestina. «Una delle ragioni principali per cui ho voluto fare questo tour è stata quella di poter salire su stadi come questo e pronunciare due parole che mi stanno molto a cuore: Palestina libera», ha detto dal palco, prima di eseguire Hind's Hall, il brano del 2024 dedicato alle proteste studentesche contro la guerra a Gaza.

Durante l'esecuzione sono state proiettate immagini della distruzione nella Striscia di Gaza, mentre il rapper ha precisato che il suo messaggio era di pace e non una critica al popolo ebraico.

La reazione non si è fatta attendere. Secondo quanto ricostruito, il Messina Touring Group, promoter delle date statunitensi, ha comunicato che alcuni stadi avevano minacciato di annullare gli spettacoli se Macklemore fosse rimasto in cartellone. Tra questi, il Gillette Stadium di Foxborough, struttura di proprietà di Robert Kraft, proprietario dei New England Patriots. Ed Sheeran, rompendo il silenzio dopo giorni di polemiche, ha respinto l'accusa di aver preso personalmente la decisione di escludere il collega.

«L'uscita di Macklemore dal tour è stata una decisione del promoter, non mia», ha dichiarato, spiegando di aver cercato per giorni una mediazione con i gestori delle strutture e con gli attivisti di entrambe le parti. Sheeran ha anche affermato di rispettare la determinazione di Macklemore nel gridare ciò in cui crede, pur sottolineando che esistono approcci diversi nel perseguire la pace.

Macklemore ha trasformato la vicenda in un'occasione per rilanciare la propria iniziativa umanitaria. Il rapper ha annunciato che donerà l'intero compenso netto ricevuto per la partecipazione al Loop Tour, pari a un milione di dollari, a sei organizzazioni che operano a sostegno della popolazione palestinese. Le realtà beneficiarie sono il Palestine Children's Relief Fund, Heal Palestine, Gaza Soup Kitchen, Medical Aid for Palestinians, UNRWA USA National Committee e Anera.

Nel suo messaggio, Macklemore ha poi invitato Robert Kraft a fare altrettanto, affermando che «la vita di un palestinese non vale meno di quella di chiunque altro». La risposta di Kraft non si è fatta attendere: il miliardario ha dichiarato che Ed Sheeran gli aveva già chiesto di stanziare due milioni di dollari per la crisi umanitaria nella regione, una cifra che, sommata a quella versata dal cantautore britannico, porterebbe il totale a quattro milioni.

Sulla vicenda è intervenuto anche Roger Waters. Il co-fondatore dei Pink Floyd ha pubblicato sui propri canali social un video messaggio rivolto a Ed Sheeran, aperto dalla scritta «Ed chi?». Nel video, Waters ha affermato che «ci sono due tipi di persone a questo mondo: quelle che fanno la cosa giusta, e il rapper Macklemore è una di quelle persone, e poi ci sono persone, molte delle quali purtroppo piccole, stronzi come te che fanno la cosa sbagliata». Waters, da sempre vicino alla causa palestinese, ha chiuso il messaggio con un lapidario «Arrivederci».

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